L'angolo della Proesia

"L'angolo della Proesia" è una delle rubrichette interne alla sardelliana pagina "Trippa", e la serie è stata raccolta nel volumetto con l'omonimo titolo "Proesie" (Raccolte: i libri)

S'io fossi agìl camoscio
mi butterei al lago
ma agìl camoscio 'un sono
e al lago 'un mi ci butto.

* * *

Stai seduto,
cioè zitto,
volevo dire:
àlzati.

* * *

Rimembro fiero
e sul collo pongoti
in guisa di superbi orpelli
due o tre manate
date bene
così impari a pulirti il culo con
le tendine del gabinetto.

* * *

Dorate aurette lievi
di voi schermìro i parti
e tratti apersi ragli
infransi ardor di dacî
né Cato omai recolli
d'affàn rapito 'l crin
a scriver queste poesie
è come andare
a toccare la merda
collo steccolo.

* * *

Vezzosette
pastorelle
che han nel crin
lucenti stelle:
or cantate,
or ballate,
mai nel culo
lo pigliate.

* * *

Nella cruenta pugna
d'Achille il glorïoso
malleolo invano l'oste
tenta sovente ferire perché
nessuno sa dove sia
e cosa cazzo sia il
mallèolo.

* * *

Tispostastidiscatto
tazzoppastilostinco
belmitestadicazzo.

* * *

Tu ti turbi
di frotte di prischi grilli
e ti frilli i fischî natii
sin che fritti i' mischî:
cosa frulli? Eh?! Ora
li raccatti tutti,
imbecille!

* * *

Tappioppassero
umbelpaiodipatte

* * *

Se pei pindàrei colli
a' patrii lidi il ferro
rapir che mobil seno fé
e d'altre terribil favella mòve
con novelle opre il fosco rio,
io passerei anche
verso le sette.

Federico Sardelli




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