Mondogatto

Bimbe incinte

Ha 16 anni, e accompagnata dalla mamma entra per la prima volta nello studio di una ginecologa livornese per dei generici disturbi alla sfera genitale. Ha una struttura fisica piuttosto cicciottella, e insaccata in un ampio trening non le si nota niente di particolare. Dopo le domande di rito e la descrizione dei disturbi, viene invitata a sdraiarsi sul lettino per un esame esterno della situazione.
"Signora", esclama dopo poco la ginecologa, rivolgendosi alla mamma, "questa ragazzina è al sesto mese di gravidanza".
"Lei si sbaglia, non è possibile, me ne sarei accorta", ribatte indignata la signora. E si porta via la figlia, per poi farla abortire in tutta fretta in Svizzera.
Dopo un po' di tempo ne arriva un'altra, 14 anni, sempre da quella ginecologa e sempre accompagnata dalla mamma; ha dei disturbi, mangia poco e rimette, ha nausee e dolori alla pancia. Per farla stare a suo agio, la ginecologa fa momentaneamente allontanare la mamma. Dopo le solite domande sulla scomparsa dell'ultimo ciclo, a cerniera della felpa aperta appare la sospetta rotondità dell'addome.
"Figliola, sei già di tre mesi" le comunica con tristezza la ginecologa.
"Non è vero, sono sicura, io non ho fatto niente" si difende urlando la bimba. Accorre la mamma, che per sanare la dura realtà non trova di meglio che esclamare: "Signora, lei cià lìallucinazioni! La miì bimba è dimorto ammodino, sa!"
E madre e figlia hanno continuato a negare con ostinata determinazione.
Chissà se anche quella bimbetta sarà finita nei "viaggi dell'aborto". Che sono ricominciati più e peggio di prima; e ad abortire sono soprattutto le giovani, e spesso minorenni. Così, con i consultori familiari nati un tempo per essere vicini ai problemi delle donne e ora in profonda crisi per i tagli alla Sanità (ne hanno chiusi 400), con l'aumento degli obiettori fino a punte del 90% tra ginecologi, anestesisti, capisala e infermieri, la famosa legge 194, da usare non certo come contraccettivo, è quasi in stato comatoso. Ed è ormai quasi mummificata la legge che avrebbe potuto consentire una sana e capillare educazione sessuale per mamme e figlie.
Le ragazzine, intanto, continuano a fare sesso scambiandolo per libera emancipazione, e le mamme continuano a fingere di non sapere.



Il cane cattivo

Mentre con la macchina gironzolava sulle colline livornesi, un signore ha deviato il percorso per seguire i guaiti disperati di un cane. E l'ha trovato: legato ad un palo, al collo gli ciondolava un cartello: "Sono stato cattivo", c'era scritto.
Auguriamoci che, se l'autore del cartello ha dei figli, non facciano la stessa fine del cane.

Wanda Canfori
dal Vernacoliere del Marzo 2003




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