Mario Cardinali
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Mobiletto-libreria
Sapete costruire un mobiletto-libreria per la vostra camera?
No, eh? Nemmeno io. Perché non ve lo comprate, testine di cazzo, così perdete meno tempo e più o meno andate a spendere la stessa cifra?
Il portavasi
Come fare a costruirsi un bel porta-vasi per il davanzale?
E' un bel casino, comunque provate lo stesso, ma non assicuro nulla. E' anzi molto probabile che vi venga un bel troiaio, dato che probabilmente siete anche degli inetti nei lavori pratici, sennò non leggereste questa rubrica. Comunque, provvedetevi di:
stanghe di ferro del quindici................n. 12
bulloncini & dadi ciechi.......................n. una bella manata
seghe a ferro....................................n. 5 circa
tenaglioni prensili con trinciatondini.....n. 2
ganasce del sedici.............................n. 16
Quanto al resto (vernici lamellari epossidiche tensoattive e finiture a coibentazione bicomponente) consiglio di portare il manufatto appena saldato, tornito e fresato nella più vicina centrale siderurgica, perché a voi verrà sicuramente un lavoro di merda, senza contare l'immane spesa che dovreste sostenere per provvedervi della pressa a caldo o per la filettatrice monoguida da acciai teneri. Fossi in voi rinuncerei, tanto ciavrete sicuramente la mano porcina per questo tipo di lavori; lasciateli fare a chi li sa fare, razza di inetti e perdipiù presuntuosi.
Una selva di ... gerani!
Se il vostro davanzale è un po' spoglio o se il terrazzo di casa è troppo disadorno, non disperate: una vera e propria... selva di gerani potrà renderlo subito fiorito e attraente! Molti disperano di fronte alla difficoltà d'allevare queste piante capricciose, lamentando di non avere il cosiddetto "pollice verde"; molto spesso questa è solo una scusa dettata dalla modestia e dalla pigrizia, anche se in realtà c'è in giro un sacco di teste di cazzo assolutamente inette a qualsiasi lavoro manuale levato che le seghe, come per esempio voi. Ma anche per voi, razza di deficienti, ecco il segreto per popolare di superbi geranii il vostro terrazzo. Si fa così: compràti (non: còmprati, non mi permetterei mai) dei teneri germogli di geranio nano corredati dai loro bulbi ancora molli e raccolti in una stagnola che ne conservi il terriccio arricchito d'enzimi azotati, piantateli in un vaso contenente un terzo di sabbia, un terzo di bario radioattivo e due terzi di guano di piccione (sì, proprio il guano che ogni mattina vi spalmate sulla barba rada per vedere di farla crescere, o finocchiacci). Annaffiate il tutto amorosamente (sì, perché è solo con l'amore che si nutrono le piante) con acqua purissima di fonte e, se entro tre giorni non notate risultati apprezzabili, mandate tutto a fare in culo e friggete i germogli nell'olio di arachide.
Scaldabagno guasto?... ci penso io!
Quante volte ciascuno di noi si è trovato nella spiacevole situazione di voler fare una bella doccia, ma l'acqua calda - ahimé - non c'è! Colpa dello scaldabagno guasto! Ma da oggi, ognuno di voi può diventare un falegname provetto, e ripararsi da solo il proprio scaldabagno.
Occorrente: pinze, martello, una pialletta del sei, sette rondelle da rubinetto tedesco (quelle zigrinate), qualche filo elettrico sottratto magari al retro del televisore, una bottiglietta di Yoga piena di aceto, qualche batuffolo di cotone, un po' di fantasia & buona volontà. Come procedere: staccate anzitutto la corrente in tutta la casa: potrebbe essere pericoloso, non si sa mai. Ora salite con la scala fino all'altezza dello scaldabagno e, circa sulla sua metà, passate il cotone imbevuto di aceto per levare completamente il malocchio. Fatto questo, si prende tempo, e si cerca di distrarsi come si può: guardando la televisione (che forse però avrà dei problemi dopo che gli avrete sottratto i fili posteriori), oppure andando in dispensa a succhiare un bel pezzo di ragù congelato. A questo punto tornate al vostro scaldabagno e affibbiategli sette o otto martellate date con sdegno; se neanche così la intendesse, lavoratelo ai fianchi colla pialletta e le pinze, fino a sfigurarlo. Così dovrebbe la dovrebbe far finita di rompere i coglioni, vedrete.
Melanzane... che passione!
Alla parmigiana o grigliate? In ogni modo vogliate manipolarlo, risulta sempre un ortaggio delizioso, e voi potrete stupire i vostri ospiti con preparazioni degne del grande Paul Bocuse. Un esempio? Prendete sei melanzane primaticce ben sode e dalla forma epiciclica. Riponetele nel ripiano basso del frigo e lì dimenticatele per dieci giorni buoni, finché non gli passa la boria e non vengono assalite dai più prestigiosi ceppi di muffe. A questo punto le dovreste buttar via, ma come si fa a buttar via tutto questo ben di Dio? A voi la roba ve la regalano, forse? Pensate un po' alla gente che muore di fame, razza di viziati. Cercate di scattivirle come potete, e dei resti grinzosi ma scarsamente nutrienti fatene una poltiglia che soffriggerete nell'olio. Non è il caso di sciupare dell'olio buono per questo piatto che - se va bene - transiterà dall'apparato digerente senza disturbi importanti, sicché usate pure l'olio in cui friggete di solito le patate. Ricordatevi che non siete al ristorante, ma nella vostra casa di merda, sicché abbassate le pretese, viziati.
Federico Sardelli