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È ingiusto accusare le Assicurazioni di eccessivi rincari per auto e motorini. Basta pensare a quanti costi hanno. Un mio conoscente assicuratore per esempio è andato in pensione miliardario, ed anche quei quattrini son certo sortiti dal guadagno della sua Compagnia. Senza contare tutte le altre spese. Per i carrozzieri, per i periti, per i medici, per gli avvocati... un andazzo di parcelle e di fatture senza quasi alcun controllo, un mare di gente che ci campa tutta e ci vuol campare bene, con le Assicurazioni.
Le quali, poverette, fatti i conti, se non restano in mutande ci manca ormai ben poco. E non possono mica cambiarlo un po’, l’andazzo. Li sentiresti i carrozzieri e i periti e i medici e gli avvocati... Una rivoluzione, ci sarebbe.
Gli automobilisti, invece, di rivoluzioni non ne fanno. Non ne possono fare. Hanno l’obbligo di assicurarsi, in tutti i modi. E di garantire anch’essi, sopportando l’ondata dei rincari, il libero mercato. Dove la concorrenza fra Compagnie finalmente padrone di rincarar come gli pare garantisce che l’obbligo degli uni corrisponda alla libertà degli altri.
Mario Cardinali
(dal Vernacoliere di Maggio 2001)
C'è chi storce la bocca per le bombe che in Afganistan colpiscono persino gli ospedali. Sarà anche un errore - si protesta - ma andare a finire proprio nelle sale operatorie...
Appunto. Non c'è proprio errore. Trattandosi di bombe chirurgiche - come gli americani ci hanno più volte detto e come i nostrani fautori della guerra ci ricordano in continuazione - quale miglior destinazione degli ospedali? Non a caso si tratta, in primo luogo, di bombe intelligenti. Bisognerebbe anzi dettagliarla meglio, quell'intelligenza. E c'è da meravigliarsi che finora il selettivo pragmatismo americano non abbia pensato per esempio a chiamare bombe infermiere quelle destinate ai depositi della Croce Rossa, bombe turistiche quelle che finiscono nei bazar, bombe viaggiatrici quelle che rincorrono i convogli di civili in fuga, bombe maestre quelle che entrano nelle scuole e così via.
Fino ad arrivare magari alle bombe addette ai servizi cimiteriali. Che finendo fra le tombe darebbero l'indispensabile tocco finale a tutta la faccenda.
Mario Cardinali
(dal Vernacoliere del Novembre 2001)
"Bisogna sparargli a questi scafisti" invocava anni fa in un albergo delle montagne bellunesi il proprietario, a suo leghista modo commentando gli sbarchi d'albanesi sulle coste della Puglia. "Se non li ammazzi, non li fermi mai".
Ed oggi, a fermare le nuove "orde" dei barbari - come le definisce la Padania stampata - il popolo leghista invoca "una bella cannonata, pum, e affondarli tutti", come s'è sentito trasmettere dalla Padania radiofonica, ore ed ore di diretta per far esprimere a quella gente - a centinaia - il loro tipico punto di vista sull'immigrazione. Via mare, chiaramente.
"Il governo deve dare l'ordine di sparare contro quelle carrette, vedrai che quando gliene affondi una e poi un'altra e dopo un'altra ancora, quelli non si fanno più vedere".
Nel senso che non torneranno più. Neppure a galla.
E non si può certo dire che, nell'avanzare dell'umanità, anche la Lega non cammini. Dalle fucilate agli scafisti alle cannonate sulle navi intere, ne ha fatto di progresso.
Mario Cardinali
(dal Vernacoliere Aprile 2002)