L'editoriale - Senza peli sulla lingua

LE POVERE FIGLIE DEI SANTI

LE POVERE FIGLIE DEI SANTI

di Mario Cardinali

Sono le piccole cose, a volte, che danno spunto di riflessione su cose assai più grandi.
Guarda per esempio – è roba d’attualità locale livornese ma s’allarga a tutto un discorso generale – il caso di quel panoramicissimo albergo di Montenero gestito in grande attivo da una cooperativa con otto dipendenti ma chiuso dalle suore proprietarie, che in quella splendida villa del ‘700 pare vogliano aprire una ben più redditizia esclusiva residenza per anziani.
Quelle suore, guarda un po’, si chiamano Figlie povere di S. Giuseppe Calasanzio, e verrebbe da dire figuriamoci se fossero state ricche. Ma si sa, la conclamata povertà dei nomi è storico usbergo di tanti Ordini religiosi possessori invece di tant’altre ricchezze soprattutto immobiliari, nelle quali si frastaglia gran parte dell’immenso patrimonio vaticano.
Talché è gran voce il frequente dire – da parte d’alcuni – ma te vedi a cosa serve poi la religione…
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