Sul Vernacoliere di |
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Senza peli sulla linguaLa forma e la sostanza
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Si è sempre detto clerico-fascista, per indicare il prevalente carattere di
tanta società italiana. Ma oggi si dovrebbe dire clerico-berlusconiano. Dove
il berlusconismo mantiene del fascismo la soggezione al capo populista ma ne
innova l’autoritarismo con le forme “moderne” della dittatura, quelle già previste
dalla famigerata loggia P2. A realizzare una democrazia solo formale, col popolo
aggiogato a un capo dell’esecutivo che in sé riassume e controlla tutto, dall’informazione
all’economia, dal governo alle camere fino ai tribunali, riunendo in una persona
sola i tre poteri (esecutivo, legislativo e giudiziario) la cui separazione
e reciproco controllo distinguono una democrazia parlamentare.
Dicono alcuni – anche fra la cosiddetta opposizione – che invece Berlusconi
miri più che altro ai suoi interessi personali, specialmente con le esemplari
leggi ad personam che ha fatto e fa sfornare a ripetizione dal suo parlamento,
ultima quella sul “processo breve”.
E certo che quelle leggi gli son servite
e gli servono per favorire le sue multiformi imprese, e per esimersi dal controllo
di legalità nelle malefatte ad esse collegate.
Ma gli servono anche, e forse
soprattutto, a preparargli il terreno immunitario, in vista della conquista finale
del potere. Non a colpi di Stato ma con la riscrittura della Costituzione a sua
misura, con un presidenzialismo autoritario che riduca la democrazia a sola forma.
Nel quadro di un consenso generale esemplarmente espresso in dilagante imbecillità
davanti ai teleschermi di giochi e giochini e isole e amici e pettegolezzi sempre
più volgari e idioti, con la partecipazione di tanti affaristi alla grande abbuffata
di regime, nel dilagare di tangenti istituzionalizzate e di evasione fiscale
di sistema.
E a fare da sfondo al tutto, ad eccitare e soddisfare altri impulsi
popolari, il razzismo e la mafiosità. La mafiosità del sapere l’illegalità
di sistema e del volerci partecipare a comunque ricavarne vantaggi, e il razzismo
del ritenere qualcun altro in fondo alla scala sociale, in particolare il negro
da riversargli addosso l’interesse degli sfruttatori di lavoro da una parte,
e dall’altra il disprezzo di chi vuol sentirsi elitariamente bianco, storicamente
cristiano e intollerantemente padrone del suo suolo. Come Lega insegna, e non
a caso allarga sempre più il suo proselitismo.
A proposito di razzismo, sempre negato per primi dai razzisti. Ve l’immaginate
quelli di Rosarno dare la caccia e sparare ai mafiosi (i loro ‘ndranghetosi)
come hanno dato la caccia e sparato ai neri che anche allo sfruttamento di
quella mafia si sono infine ribellati?
No, non si possono immaginare dei rosarnesi
così. Ché se una Rosarno calabrese esiste, come ne esistono mille altre nelle
altre terre di mafia, è perché esiste un humus generale che ne permette l’esistenza.
La permette, la favorisce e la usa. In affari economici e in affari politici,
con la mafia cosiddetta dei “colletti bianchi”. Che siede in aziende e banche,
in comuni e province, in regioni e in parlamenti. E nei tribunali, anche. E
nei partiti soprattutto. La mafia bianca di chi sa e tace, di chi fa affari
e s’arricchisce, di chi protegge e fa carriera, di chi prende voti e viene
eletto.
La mafia delle istituzioni, insomma. Che non è di oggi ma che oggi accompagna
a buon motivo il clerico-berlusconismo dell’italico sistema.
E volete che un simile sistema non intendesse oggi assolvere se stesso, col
pretesto di assolvere il Craxi di ieri? Lui teorizzava “tutti ladri nessun
ladro”, loro rivendicano il ladrocinio di Stato come merito politico e sociale.
Ché
se prima il sistema tangentizio serviva soprattutto a nutrire i partiti, ora
nutre la mentalità generale. Una mentalità per la quale, se prima si diceva
“quello ha fatto i quattrini ma è un ladro”, oggi senti dire “ quello è un
ladro ma ha fatto i quattrini”.
Mario Cardinali hhh |

Gli articoli satirico-vernacolaridi Mario Cardinali |
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L’avesse fatto un bianco, di tirà fori quer popò d’uccello, n’avrebbero detto
portalo ar budello di tu’ ma’! Ma l’ha tirato fori un marrocchino, è stato
un fuggifuggi generale!
Che i marrocchini dé, ti cianno certi uccelli paiano bazzuca! E propio per
un bazzuca la gente l’ha scambiato, quando niel’ha visto!
Capirai, con tutta la
pissiòsi de’ terroristi che c’è a giro… e con tutto ‘r razzismo di ‘ontorno,
poi! Te guarda cos’è successo a Rosarno, laggiù i neri l’hanno presi perfino
a fucilate! Dé, s’erano rivortati alla camorra, cosa che da quelle parti ‘un
si permettano nemmeno di penzallo i bianchi, e figurati se lo pòi fa’ te brutto
negraccio che vieni dall’Affria servaggia!
E ora mi vieni te marrocchino a sbattemmi
‘n faccia la tu’ fava, e propio qui a Livorno?!
Che lui a di’ ‘r vero era entrato
‘n farmacia tutto ammodino, aveva fatto la fila come tutti, e quand’era stato
‘r su’ turno c’era ‘na farmacista!
Possibile dottore omo? – n’ha chiesto lui sottovoce,
un poìno vergognoso.
Perché, io ‘un ti garbo? – s’è sfavata lei, coll’aria a buosdegnoso.
Ir marrocchino
dé, è doventato tutto rosso! Che lipperlì ‘un si vedeva bene, su quella pelle
scura, ma ‘nzomma si ‘apiva che ‘un c’era abituato! Anche perché sapevanasega
lui come si ‘iamano i preservativi!
– Io volere… io volere coso di gomma… – ha
principiato a barbottà – …piccolo tappo per mio coso…
– Ah, ma allora te vòi un
preservativo! – l’ha diacciato la farmacista a voce arta, colla tìpia deliatezza
tutta livornese. – Artro che piccolo tappo, ti ci ci vole a te! Che misura ciai?
Più che ‘stralarge, noi ‘un ci s’ha!
– Io non sapere…
– Ma come, ‘un lo sai?!.. Oggiù, fammelo vedé, vieni!
Che lei ‘ntendeva dire
fammelo vedé cor braccio, abbozzami la lunghezza, ma lui frastornato ha capito
un’artra ‘osa!
Sicché dé, s’è sbottonato davanti, t’ha srotolato ‘na fava che
nemmeno un ciuo!
La farmacista dé, coll’occhi ‘nfori!
– Preservativo?! – ha stronfiato a boccaperta. – A te ti ci vole un cappottino!
Dovevi
vedé la gente, uno spavento generale! Chi è doventato bianco, chi s’è buttato
sotto li scaffali, chi s‘è messo a urlà aiuto i terroristi, chi si faceva ‘r
segno della groce… Una vecchina s’è messa perfino a pregà, piagnuolava mioddio
fai che ‘un me lo dia sulla testa perché lì ci soffro…
Frattanto la farmacista
s’era attaccata ar telefano, ha chiamato prima i pompieri ma loro hanno detto
noi le fave marrocchine ‘un si trattano, poi ha chiamato la miseriordia ma
loro hanno risposto ‘un ci s’ha l’atombulanze adatte, alla fine ha chiamato
la pulizzia!
– Aiuto, correte, c’è un estraomunitario cor bazzuca ‘n mano!
Che lei l’ha detto
tanto per fa’ capì ‘na ‘osa esagerata, ma alla pulizzia ‘un istanno mia a sottilizzà!
Che difatti son arrivate dodici pantere a sirene aperte, e tutti colle pistole
‘n mano! E la gente tutta per la terra! No, sai, ma con tutti que’ firmi ameriani
che si vede…
Mapperò ‘un ce n’è stato bisogno, di sparà! Ir marrocchino ‘un ha fatto punta
resistenza, sarvo ‘r su’ uccello che ‘un ne voleva sapé di ritornà dentro i
pantaloni, ora che finarmente aveva preso aria! Ma dop’avé preso anche du’
manganellate sulla ‘appella l’ha capita, e ner mentre ‘r marrocchino chissà
cosa urlava ma vedrai erano moccoli arabi che però ‘un si ‘apiva tanto bene,
i pulizziotti l’hanno cariato di peso ‘n macchina e via a razzo!
Che poi ‘n
questura ‘r quipproqquò è venuto fori, ir bazzucca ‘un c’era! Una spiacevole
‘ncomprenzione, com’ha scritto poi ‘r Tirreno colla foto dell’uccello scianguinato
dalle botte, mapperò quer poveraccio l’hanno accusato uguale di minaccia a
manarmata pervìa di quer popò d’affare tirato fori colle palle e tutto, ortre
all’accusa d’ingresso crandestino in Italia, no lui che ciaveva ‘r permesso
regolare ma propio la su’ fava che così grossa ‘un l’aveva diarata!
Urtimora – Appena ‘nformato der grave fatto, ir ministro
Maroni ha detto a volo è corpa della troppa tolleranza, da qui ‘n avanti le
fave ‘mmigrate troppo esagerate saranno scorciate d’un ber pezzo!
Eppoi ‘r ministro
è andato alla festa della Lega, che loro ‘nvece delle fave cianno le testediazzo,
mapperò esagerate uguale!
Mario Cardinali hhh |

Per leggere anche i pezzi compratevi il Vernacoliere in edicola o abbonatevi, sennò noi cosa ci si sta a fa'?! 'Un ci si mette mia la pubbricità, noi, sur nostro sito, per riempissi le tasche! E nemmeno sur Vernaoliere di foglio ci si mette la pubbricità! Ir nostro menzile gòsta du' euri e venti per trentadue pagine, ma son tutte pagine da legge' perdavvero e da guardacci un mare di vignette, di storie disegnate e anche di fotografie! E c'è anche un ricco assortimento di tope, culi e uccelli vari!
Cose di Pardo
di Pardo Fornaciari
Con “Il patto nero” Fornaciari
propone il suo sarcastico commento sull'aumento di stipendio
agli insegnanti di religione.
Lo zolfanello
di Paolo Piazzesi
“Roba da matti”, carrellata di commenti
satirici su fatti d'attualità.
Le Kappate
di Franco Kappa
Una smitragliata di battute satiriche sull'attualità politica e di costume.
Così per dire
di Emiliano Gucci
Con "Mi avete rotto il cazzo” Gucci
espone tutto il disgusto d'un giovane scrittore per gl'inganni della politica
d'oggi.
Verosimile
di Veronica Tinucci
Stavolta Veronica tratta umoristicamente del navigatore satellitare Tom Tom,
col pezzo intitolato appunto “Navigatore”.
Mondodimerda
di Claudio Marmugi
“La novella di Sirvio”, ovvero se invece del Silvio
nazionale la botta in faccia l'avesse presa un Silvio qualunque.
Femminile
di Francesca Fontanelli
"Copia e incolla", ovvero come ci siamo ridotti
oggi a scrivere tutto al computer.
L'Oroscopo di Mario
di Mario Cardinali
Parodia comico-satirica delle preveggenze zodiacali: ogni segno una risata smitizzante.
Daniele Caluri: www.danielecaluri.com
disegni di copertina su soggetti di Mario Cardinali, mentre torneranno a Marzo
le due tavole con un nuovo episodio di Don Zauker, il
celebre prete trombatore e blasfemo disegnato da Caluri su testi di Emiliano
Pagani, le cui avventure apparse negli anni sul Vernacoliere
sono raccolte negli Albi "DON ZAUKER esorcista" e "DON
ZAUKER Secondo avvento" della collana "I
grandi autori del Vernacoliere". Di Caluri sono disponibili
anche gli Albi "NEDO", "FAVA
DI LESSO - La morte fa male alla salute", l'Albo "LUANA
Gran finale", oltre alle ristampe degli Albi "LUANA
LA BEBISITTER" e "LUANA LA BEBISITTER ATTO
2°", tutti della collana "I grandi autori del Vernacoliere".
Per ricevere a casa gli Albi a mezzo posta o per corriere (in tutta Italia) telefonate
per informazioni allo 0586-880226, oppure scrivete a info@vernacoliere.com o
visitate la voce Raccolte in
questo sito. Potete acquistare gli Albi anche direttamente on-line, attraverso l'e-dicola
del Vernacoliere.
Federico Sardelli: una tavola con "L'Orinatore
Romano”, parodia umoristico-satirica del quotidiano della Santa
Sede. Di Sardelli è uscita a fine 2009 una esilarante raccolta dei suoi pezzi
umoristici apparsi negli anni sul Vernacoliere. Il pingue volume, grottescamente
intitolato "SAGGI DI METAFISICA NEORAZIONALISTA" (252
pagine, euro 14), affianca nella collana "I Grandi Autori del Vernacoliere" altre
storiche raccolte umoristiche sardelliane, delle quali sono ancora disponibili "I
MIRACOLI DI PADREPIO", "PROESIE, "PROESIE
II" e l'Albo a fumetti "PAPERI IN FIAMME". Per
riceverli a casa a mezzo posta o per corriere (in tutta Italia) telefonate per
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questo sito. Potete acquistare gli Albi anche direttamente on-line, attraverso l'e-dicola
del Vernacoliere.
Andrea Camerini : trattenuto per impegni di
lavoro a Milano, Andrea tornerà a breve con un nuovo episodio del "Troio",
le cui storie di giovane nullafacente ma appassionato di topa sono raccolte negli
Albi "IL TROIO 2. Hotel La California", "IL
TROIO 3. Essere cretini oggi" e " IL TROIO 4. Basta
che respirino", tutti della serie "I grandi autori del
Vernacoliere". Per riceverli a casa a mezzo posta o per corriere (in
tutta Italia) telefonate per informazioni allo 0586-880226, oppure scrivete a info@vernacoliere.com o
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questo sito. Potete acquistare gli Albi anche direttamente on-line, attraverso l'e-dicola
del Vernacoliere.
Benito Sereno (alias "Tinto Grass"): “Garofano & Rosarno”,
tavola di vignette satirico-politiche sulla commemorazione di Craxi e sui fatti
di Rosarno, e una tavola con "Il Manganelliere", parodistica
copertina d'un immaginario mensile di satira di destra, composta sullo stile
delle copertine vere del Vernacoliere. Stavolta il titolo principale, dedicato
al “processo breve, è "Dei delitti e del pene".
Fabrizio Amore Bianco: mezza tavola
di vignette umoristico-satiriche sulle nuove misure di sicurezza negli
aeroporti, col titolo "Body Scanner".
Marco Citi: una tavola
di "Mosche", carrellata di vignette
satiriche sui fatti più recenti di attualità politica e sociale.
Alberto Pagliaro: una nuova tavola della
serie "Una storia partigiana". Le storie
pubblicate finora sono raccolte nel nuovo Albo a colori "I
figli della Schifosa" della serie "I grandi
Autori del Vernacoliere. Per riceverlo a casa a mezzo posta o per
corriere (in tutta Italia) telefonate per informazioni allo 0586-880226,
oppure scrivete a info@vernacoliere.com o
visitate la voce Raccolte in
questo sito. Potete acquistare gli Albi anche direttamente on-line, attraverso l'e-dicola
del Vernacoliere.
Francesco Natali: una tavola di "Vacche
magre" con una carrellata di vignette satirico-politiche
sugli ultimi avvenimenti italiani.
Fabio Nocchi: vignette
satiriche e "Il meraviglioso mondo di Fabio", ovvero "un
gran bel florilegio di supposte contro il logorio del terzo millennio" con
una tavola di notizie e rubrichette umoristico-satiriche, fra le quali "Che
bellissimo essere papi".
Dimpo (Mario D'Imporzano): vignette
e strisce satirico-umoristiche, fra cui quella di "Gualtiero
il puttaniero".
Egle Bartolini: una
nuova tavola con le satiriche avventure di Zilvia Berluscano,
ispirate alle vicende di un notissimo uomo politico italiano.
Altre vignette, strisce e tavole satirico-politiche od umoristiche di Simon
(Simone Frosini), Luca Ricciarelli, FiFo (Fabio Pecorari), Panif (Fabrizio
Pani), Paolo Morelli, Malù (Mauro Raiola e Luca Filipponi), Pilec (Francesco
Celi), Zurum (Antonio Ursini), Alberto Magnolfi, Paride Puglia, Duccio
Panzani, Fk e Ale, Cek (Luca Ceccherini), Maurizio Fontanelli, Lele Corvi,
Perrotta & Fabozzi.
E in più La satira dei
lettori, una pagina di vignette inviate da chi
legge il Vernacoliere e vuol partecipare da protagonista. L'indirizzo
a cui inviare le vignette è info@vernacoliere.com
Il Barzellettiere: una pagina di barzellette
a cura di Mario e Valter
Cardinali.
Il ritorno di Corinna & C.: periodica
ripubblicazione dei migliori dialoghi umoristici fra tipiche popolane livornesi,
scritti da Mario Cardinali su “Livornocronaca” fin dagli anni Sessanta. Il pezzo
di questo mese s'intitola “I mobili antìi”.
Le lettere dei lettori e le risposte di Mario
Cardinali.
Le fotodercazz: Rubrica di foto curiose, strane e incredibili inviate dai lettori.
I Messaggi, i Saluti e i Cordiali Vaffanculo ad uso dei lettori.
Il Vernacoliere nel mondo:
le foto dei lettori a giro per il mondo col Vernacoliere in mano (vietato metterselo da altre parti).
...e tutto questo, più altre notiziole
e cazzatelle varie, al ridicolo prezzo di
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