Sul Vernacoliere di |
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Senza peli sulla linguaLa grande torta
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La filosofia è sempre e comunque quella della spartizione della grande torta. La torta prodotta da chi la fa – la gente che lavora – e spartita da chi ne detiene il controllo, a partire dai cosiddetti grandi centri di spesa nazionali fino a quelli più piccoli locali.
Due le fette pricipali di cotanta spartizione. La fetta definita legale e quella cosiddetta illegale.
Della prima fanno parte le spese di funzionamento della macchina statale, anche con i finanziamenti diffusi dal centro alle periferie regionali e provinciali e comunali. E vi attingono infinite forme di prelievo particolare, oltre a quelle di struttura generale. I finanziamenti per esempio ai partiti e ai loro giornali, i finanziamenti alla stampa d’impresa e alla televisione pubblica e privata, i finanziamenti alla Chiesa (di cui l’otto per mille prelevato anche forzosamente dalle tasse generali è la forma più eclatante, ma pure gli stipendi pubblici agl’insegnanti di religione nominati dalla curia ne sono parte consistente). E gli altri finanziamenti, poi. A una vastissima platea di richiedenti, singoli e collettivi, col sostegno a manifestazioni dei generi più vari, spettacolari e/o culturali, sportive e/o di beneficenza, politiche e/o sindacali e via e via. Ogni richiedente facendosi avanti col pratico appoggio di sistema – politico soprattutto ma talvolta anche religioso – oltre che con i moduli in mano di burocratica richiesta.
Della seconda fetta, quella illegale o truffaldina che dir si voglia, fanno parte gli affari privati appaltati in corruzione pubblica di uomini e sistemi. Gli affari edilizi in particolare. Le costruzioni – e le ricostruzioni d’emergenza – essendo la fonte più larga di profitto. Quand’anche siano affari di solo immenso spreco programmato, come tipicamente usato negl’interessi d’imprenditoria di mafia. Ma anche tanti altri affari, dove comunque ci sia il pubblico appalto da potersi assicurare con protezioni o conoscenze e sempre con mazzette in mano o con favori e regali dei generi più vari. E sempre e comunque col gigantesco lievitare dei costi dei lavori vinti, o direttamente affidati. Paga Pantalone, tanto. Nella normalità e nell’emergenza, come tanti affari di Protezione civile ci vanno oggi disvelando. O meglio confermando.
Con la Tangentopoli d’oggi a seguire quella d’ieri, in insoluta continuità di corruzione fra la prima repubblica e la seconda. Corruzione che nuovamente ci viene gabellata come eccezione di sistema ma che sistema invece anch’essa è. Sistema definito illegale quando lo si scopra, ma che senza giudici e carabinieri a metterci naso e mani resta il solito sistema, legalmente sottaciuto. E definito oggi “gelatinoso” a descrivere l’impasto d’interessi pubblici e privati a fondamento d’affari sempre e comunque milionari – oggi con le ricostruzioni d’emergenza ma oggi e ieri e sempre col grande profitto da ricercare ad ogni costo. E d’intorno i grandi e piccoli compensi della corruzione, dalle private mazzette in denaro alle pubbliche promozioni in carriera fino ai particolari favori in natura, sesso compreso.
Il tutto sempre e comunque sostenuto da chi la produce, la grande torta della spartizione. Il “popolo bue”, come si diceva un tempo. Che non è solo popolo d’operai e d’impiegati e d’insegnanti e di chi comunque lavora a stipendiucci fissi eppure tartassati per primi e senza scampo dalle imposte. È anche popolo d’imprenditori piccoli e più grandi, dagli artigiani ai commercianti fino ai facitori dell’industria grossa. Con un carico meno peso d’imposte, tuttavia, se non altro per l’intensa e continuamente ricercata evasione fiscale, oltre all’elusione. Che già avvicina questa parte di popolo che produce e paga alla parte d’élite che lo munge e se ne spartisce i soldi. Non solo quelli legali ma anche e spesso quelli illegali.
A tal punto che infine non si sa più il confine fra legge e fuorilegge, nel sistema dell’illegalità così diffusa e ricercata da far disperare ogni pur minima speranza di cambiare. Puntellato com’è, il sistema, non solo da usi e costumi truffaldini, ma garantito soprattutto da una normalità spartitoria con le sue leggi e le sue convenienze.
Basta vedere come ad esempio non ci sia mai un partito che denunci per primo i suoi corrotti, vivendo esso stesso della generale corruzione di sistema, a partire dai finanziamenti pubblici più indecenti (i rimborsi elettorali per esempio) fino ai finanziamenti privati più nascosti. Da ricambiare con gli appoggi di lobby in parlamento, quando non sia peggio. E quando non ci sia un giudice a rompere il trantran, a rimettere ogni volta in pubblica discussione tutto. Almeno finché dura il clamore popolare dell’inchiesta.
Ad attutire il quale ecco allora pronti i lai e le proteste e le minimizzazioni dei portavoce e sodali di sistema, già piazzati ad uso negli stessi partiti e nei giornali e nelle televisioni, a imbonire teste e confondere coscienze.
Fino a dover ascoltare – a dover sopportare di sentirci dire – che oggi chi ruba in affari tangentizi non lo fa per il partito come un tempo ma solo per sé stesso. Come se chi ruba in corruzione non fosse uomo – e potente spesso – di partito. Che il partito ha fatto arrivare su quel seggio in rappresentanza proprio di partito. E se il ladro ne porta la voce in parlamento eccone pronta la difesa a oltranza, magari indignata d’offesa al fondamentale garantismo di democrazia, quello dell’impunità per gli onorevoli signori.
L’impunità di casta. Di una delle caste. Che sono tante, e tutte infine confluenti come rivoli e torrenti e fiumi nel mare generale. Quello della merda in cui il paese affoga. Ma non il paese di chi la grande torta se la spartisce e pappa, a forza di leggi o per forza di complicità fra tutti.
Mario Cardinali hhh |

Gli articoli satirico-vernacolaridi Mario Cardinali |
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Nel quadro dell’inchiesta della Procura di Firenze su “presunti” episodi di corruzione nella gestione “emergenziale” dei Grandi Eventi da parte della Protezione Civile, con appalti concessi in cambio di favori vari, è emersa anche la frequentazione, da parte del capo della Protezione Guido Bertolaso, di un “Centro benessere” riconducibile alla famiglia del costruttore Anemone, uno degli appaltatori finito in carcere insieme ad alcuni alti funzionari dello Stato. La frequentazione del Centro, nel quale pare che si svolgessero anche incontri con signorine da mille euro a botta, è stata giustificata da Bertolaso con la necessità di farsi fare dei massaggi da una certa Francesca, massaggi non meglio descritti ma indicati nelle intercettazioni telefoniche come “ripassate”.
Appena letto der Grande Concorso, un omo s’è presentato allo sportello della Protezzione Civile.
– Bongiorno, – n’ha fatto all’impiegata – è qui che si dichiara l’emergenze?
– Sì, è qui! Lei cosa cià, ni ‘asca la ‘asa?
– No, mi ‘asca le palle!
– Faccia vedé…
Sicché lui l’ha tirate fori, erano propio ciondoloni!
– Vabbene, – n’ha fatto l’impiegata – ci si penza noi!
– Me le ritirate su?
– Sì, ma ci vole le ‘mparcature!
– Dé, io ciò quarche conoscenza…
– No, le ‘onoscenze ci s’hanno noi! Sennò cosa si gestiscano a fa’, l’apparti? ‘Un è mia facile, sa, spende’ tutti ‘ milliardi che ci s’hanno perapposta ner bilancio!
– Boia! Tutti per le palle ciondoloni?
– No, piuccherartro per l’emergenze, vale a dire i terremoti, l’alluvioni, le frane e la spazzatura per la strada, ma si spende un fottìo anche per i Grandi Eventi, tipo li scavi di Pompei, ir tràffio di Napoli, le gondole di Venezia, i Mondiali di cicrismo a Varese, i festeggiamenti de’ vattrocent’anni dalla nascita di Sangiuseppe da Cupertino…
– O chi era?
– Mah, di preciso ‘un lo so, però noi si deve spende’ lostesso! Eppoi c’è stato tutte le ‘ostruzzioni per ir G8 alla Maddalena, la ristrutturazzione der Centrale di tènnisse a Roma, l’areoporto di Perugia, ir Museo dello Sporte di Roma, le piscine de’ Mondiali di noto, l’ossi di Padrepio ritirati fori…
– Ma quelle ‘un sono mia emergenze!
– Lo dice lei! Se c’è da spende’ ‘ vaìni, vanno spesi alla sverta! Sennò poi quarcuno ci ripenza, ci viene a mette’ ‘r becco e si brocca tutto! E noi ‘nvece bisogna fa’ ‘ nostri ‘nterventi a tutti ‘ ‘osti e l’emergenze ‘un ci bastano mai, ce ne vorrebbe una nova tutti ‘ giorni! Ecco perché ora s’è fatto questo Grande Concorso, ‘ndove quarmente anche i cittadini ci vengano a di’ cosa ni ci vole di rincorza anc’a loro, ce ne fanno occupà noi e così partecipano anche all’estrazzione de’ massaggi der cazzo!
– Dé, propio quello che mi ci vole a me! E li fa lei?
– No no, io m’occupo delle pràtie e basta! Lei ora mi firma questo foglio, ‘ndove quarmente dichiara d’affidà ‘r restauro delle su’ palle alla Protezzione Civile, poi la Protezzione apparta i lavori alla Ditta Cisipenzanoi, e alla fine ci sarà ‘r sorteggio de’ massaggi, che la Ditta l’offre lei come rionoscenza!
– Ah, una tangente!
– Tangente?! L’ha viste, lei, le tangenti! Qui si tratta di du’ massaggini, si por sapé!
E ‘nzomma lui ha firmato, e quarche giorno dopo n’è arrivato l’avviso d’avé vinto propio que’ massaggi! Sicché dé, s’è lavato da capappiedi, s’è ‘mprofumato anche ‘r buoderculo e s’è presentato tutto ‘nvarvolato all’indirizzo, un centrobenessere di gran crasse!
– C’è Francesca? – n’ha chiesto alla portineria, siccome aveva letto che ‘n quer posto ciandava anche Bertolaso a chiede’ perappunto di Francesca, che dice lo rimetteva ar mondo colle su’ ripassatine.
– No, oggi c’è Giuliana! – l’ha diacciato ‘r portiere.
– Ma è brava?
– Dé, i massaggi li sa fa’!
E l’ha visto, ‘un dubità! Come s’è sdraiato sul lettino, Giuliana n’ha fatto du’ carezzine sur groppone, n’ha dato du’ pizziotti alle gambe, uno schiaffetto sulle ‘iappe e era già finito!
– Ma questo è un massaggio der cazzo! – s’è risentito lui, deluso.
– Perappunto, signore! O cosa si credeva?
– Ah, ho capito!... Cazzo davvero!... Dé, peggio che alla Mutua!... E sì m’avevano detto che co’ vostri massaggi Bertolaso ci si trovava tanto bene, erano i su’ preferiti!
– Tò, ma Bertolaso è un pezzogrosso, lui se lo ripassa ammodo la Francesca! Eppoi c’è anche la Monica, che cià du’ mani d’oro! Dé, lei è anche brasiliana…
– Boia! Chissà che samba, ti fa ballà! E a me nulla?
– A lei, signore, s’un si riveste e trana di volata, ni si fa’ ballà le ‘orse de’ bersaglieri con Gargiulo!
– O chi sarebbe?
– Uno che se ‘un corri te lo butta ner culo!
E lì lui ha realizzato che anche la Protezzione civile pol’esse ‘na gran fregatura, che se magari t’arza le tende cor terremoto, ti lascia però giù le palle cor massaggio!
Mario Cardinali hhh |
Per leggere anche i pezzi compratevi il Vernacoliere in edicola o abbonatevi, sennò noi cosa ci si sta a fa'?! 'Un ci si mette mia la pubbricità, noi, sur nostro sito, per riempissi le tasche! E nemmeno sur Vernaoliere di foglio ci si mette la pubbricità! Ir nostro menzile gòsta du' euri e venti per trentadue pagine, ma son tutte pagine da legge' perdavvero e da guardacci un mare di vignette, di storie disegnate e anche di fotografie! E c'è anche un ricco assortimento di tope, culi e uccelli vari!
Cose turche
di Maria Turchetto
“A puttane”, ovvero le sarcastiche considerazioni di Maria su come la politica è appunto andata letteralmente a puttane.
Lo zolfanello
di Paolo Piazzesi
Una carrellata di commenti satirici su fatti d'attualità, intitolata “Se tanto mi dà tanto”, in riferimento soprattutto al dilagare della corruzione pubblica e privata.
Le Kappate
di Franco Kappa
Una smitragliata di battute satiriche sull'attualità politica e di costume.
Cose di Pardo
di Pardo Fornaciari
Con “Bestemmie nel pallone” Fornaciari propone le sue ironiche considerazioni sulla crociata contro le bestemmie sui campi di calcio.
Così per dire
di Emiliano Gucci
Ma cosa avrà da ridere, la gente, con questi chiari di luna? Ne parla l'amara satira di Gucci col pezzo appositamente intitolato "Cazzo ridi?” .
Verosimile
di Veronica Tinucci
Stavolta Veronica tratta umoristicamente dei reggiseni e del seno rifatto, col pezzo “Puppe cinesi”.
Mondodimerda
di Claudio Marmugi
“Uno che si pentisse”, ovvero l'impossibile pentimento di qualcuno dei tanti politici autori di porcherie e ladrocini.
Femminile
di Francesca Fontanelli
Con "Imprenditori per caso", Francesca tratta ironicamente del gioco “Farmville” che impazza su internet.
L'Oroscopo di Mario
di Mario Cardinali
Parodia comico-satirica delle preveggenze zodiacali: ogni segno una risata smitizzante.
In due parole
di Franco Sardo
I fatti di varia attualità visti in rapide battute satiriche.
Daniele Caluri: www.danielecaluri.com
disegni di copertina su soggetti di Mario Cardinali, e due tavole con un nuovo erpisodio di Don Zauker, il celebre prete trombatore e blasfemo disegnato da Caluri su testi di Emiliano Pagani, le cui avventure apparse negli anni sul Vernacoliere sono raccolte negli Albi "DON ZAUKER esorcista" e "DON ZAUKER Secondo avvento" della collana "I grandi autori del Vernacoliere". Di Caluri sono disponibili anche gli Albi "NEDO", "FAVA DI LESSO - La morte fa male alla salute" l'Albo "LUANA Gran finale", oltre alle ristampe degli Albi "LUANA LA BEBISITTER" e "LUANA LA BEBISITTER ATTO 2°", tutti della collana "I grandi autori del Vernacoliere". Di Pagani sono disponibili gli Albi “LA FAMIGLIA QUAGLIOTTI” e “LA FAMIGLIA QUAGLIOTTI 2”, anch'essi della collana "I grandi autori del Vernacoliere". Per ricevere a casa gli Albi a mezzo posta o per corriere (in tutta Italia) telefonate per informazioni allo 0586-880226, oppure scrivete a info@vernacoliere.com o
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Federico Sardelli: una tavola con "La Minzione”, parodia umoristico-satirica del quotidiano La Nazione, che stavolta annuncia “E' morto Berlusconi” con la fotocronaca dell'ultimo respiro del premie e delle reazioni nel Paese, e una tavola di “Appunti da Lipsia”, comicissima cronaca illustrata di un recente viaggio di Sardelli in Germania. Di Sardelli è uscita a fine 2009 una esilarante raccolta dei suoi pezzi umoristici apparsi negli anni sul Vernacoliere. Il pingue volume, grottescamente intitolato "SAGGI DI METAFISICA NEORAZIONALISTA" (252 pagine, euro 14), affianca nella collana "I Grandi Autori del Vernacoliere" altre storiche raccolte umoristiche sardelliane, delle quali sono ancora disponibili "I MIRACOLI DI PADREPIO", "PROESIE, "PROESIE II" e l'Albo a fumetti "PAPERI IN FIAMME". Per riceverli a casa a mezzo posta o per corriere (in tutta Italia) telefonate per informazioni allo 0586-880226, oppure scrivete a info@vernacoliere.com o
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Andrea Camerini: trattenuto per impegni di lavoro a Milano, Andrea è atteso dai suoi tanti fans con un nuovo episodio del "Troio", le cui storie di giovane nullafacente ma appassionato di topa sono raccolte negli Albi "IL TROIO 2. Hotel La California", "IL TROIO 3. Essere cretini oggi" e " IL TROIO 4. Basta che respirino", tutti della serie "I grandi autori del Vernacoliere". Per riceverli a casa a mezzo posta o per corriere (in tutta Italia) telefonate per informazioni allo 0586-880226, oppure scrivete a info@vernacoliere.com o
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Benito Sereno (alias "Tinto Grass"): “E l'infame sorrise”, tavola di vignette satirico-politiche sulla corruzione legata alla Protezione Civile, e una tavola con "Il Manganelliere", parodistica copertina d'un immaginario mensile di satira di destra, composta sullo stile delle copertine vere del Vernacoliere. Stavolta il titolo principale, dedicato alla Protezione Civile, è "Hai caàto fori dar vaso? QUI CI VOLE BERTOLASO!”
Fabrizio Amore Bianco: “Boiager, ai confini della dabbenaggine”, ovvero una tavola di vignette umoristico-satiriche sugli orrori della credulità contemporanea.
Alberto Pagliaro: una nuova tavola della serie "Una storia partigiana". Le storie pubblicate fino al 2009 sono raccolte nel nuovo Albo a colori "I figli della Schifosa" della serie "I grandi Autori del Vernacoliere. Per riceverlo a casa a mezzo posta o per corriere (in tutta Italia) telefonate per informazioni allo 0586-880226, oppure scrivete a info@vernacoliere.com o
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Francesco Natali: strisce e vignette satiriche, e una tavola di "Vacche magre" con una carrellata di vignette satirico-politiche sugli ultimi avvenimenti italiani.
Fabio Nocchi: vignette satiriche e "Il meraviglioso mondo di Fabio", ovvero "un gran bel florilegio di supposte contro il logorio del terzo millennio" con una tavola di notizie e rubrichette umoristico-satiriche, fra le quali "Che bellissimo essere papi".
Dimpo (Mario D'Imporzano): vignette satiriche e la striscia satirico-umoristica con "Gualtiero il puttaniero".
Egle Bartolini: una tavola con le satiriche avventure di Zilvia Berluscano, ispirate alle vicende di un notissimo uomo politico italiano.
Fifo (Fabio Pecorari): vignette e strisce politico-satiriche.
Altre vignette, strisce e tavole satirico-politiche od umoristiche di Strele (Emanuele Quantestorie), Simon (Simone Frosini), Luca Ricciarelli, Panif (Fabrizio Pani), Malù (Mauro Raiola e Luca Filipponi), Pilec (Francesco Celi), Zurum (Antonio Ursini), Alberto Magnolfi, Paride Puglia, Duccio Panzani, Cek (Luca Ceccherini), Paolo Morelli, Lele Corvi, Perrotta & Fabozzi, Ste (Stefano Antonucci), Giulio Laurenzi.
E in più La satira dei
lettori, una pagina di vignette inviate da chi
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Il Barzellettiere: una pagina di barzellette
a cura di Mario e Valter
Cardinali.
Le lettere dei lettori e le risposte di Mario
Cardinali.
Le fotodercazz: Rubrica di foto curiose, strane e incredibili inviate dai lettori.
I Messaggi, i Saluti e i Cordiali Vaffanculo ad uso dei lettori.
Il Vernacoliere nel mondo:
le foto dei lettori a giro per il mondo col Vernacoliere in mano (vietato metterselo da altre parti).
...e tutto questo, più altre notiziole
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