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Senza peli sulla linguaDove trionfa la destra
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C’è da giurarlo: se Berlusconi si cacasse addosso con una gigantesca diarrea ma tuttavia dicesse che s’è trattato d’una scurreggina sola, subito i suoi megafoni umani apparirebbero in televisione a proclamare – pur immersi fino al collo in quella stracolmante merda – che solo d’una scurreggina s’è trattato. A negare l’evidenza anche la più puzzolente.
Ma ci stanno apposta, loro, a fare il mestiere al quale il Capo li ha chiamati. Non a caso si dicon portavoce, o portaborse, o comunque servitori del padrone. E dunque ormai non ci fanno più indignare nemmeno un pochettino, quelle imperturbabili ghigne atteggiate magari a sorrisini furbi. Le subiamo come si subisce ormai ogni più clamorosa falsificazione della realtà emanante dal Palazzo.
Sono gli altri, semmai, che ci dovrebbero almeno un po’ meravigliare. Oddìo, meravigliare… Già qualcuno si è chiesto, per esempio, quanti inquisiti ci fossero nella platea di Confindustria plaudente al Berlusconi che affossava giudici e parlamento nella sua cesarea autoassoluzione dall’accusa d’aver corrotto un teste – l’avvocato inglese Mills – in faccende di falso in bilancio, fondi neri ed evasione fiscale. E dicon che anche in quel modo lui si difendesse.
Ma era un attacco, più che una difesa. Attacco – e violento e spudorato – all’ultimo concetto che ancora c’è di democrazia: quello della separazione dei poteri, concetto rimasto ormai soltanto in un po’ di magistratura non piegata anch’essa alla volontà del Capo.
Ché il potere esecutivo è già tutto suo (con un governo da lui diretto – e l’ha detto lui, da premier e da imprenditore – “come il consiglio d’amministrazione d’una grande azienda”) e il potere legislativo è tutto suo ugualmente (in un Parlamento da lui definito “pletorico”, e quindi “inutile e controproducente”, sempre davanti al confindustriale battito di mani).
Rimane il potere giudiziario, ma è in via di “riforma” conclusiva anch’esso. Per portare infine anche la funzione inquirente dei pubblici ministeri sotto le direttive dell’esecutivo. A fare definitivamente salvo il Cesare dai complotti dei giudici “estremisti di sinistra” fissati di volerlo giudicare, “vera patologia della nostra democrazia”. Altro che “lodo Alfano”, momentanea pezza ai guai tribunaleschi.
E se oltre ai suoi portavoce politici il duce Berlusconi si fregia anche degli applausi confindustriali contro giudici e parlamentari, e giudici e parlamentari lui li proclama come vili inciampi, resterebbe l’ultimo popolo in cui sperare un ultimo sussulto di preoccupazione. E non certo il popolo che il suo Berlusconi lo acclama come salvatore della patria ed unto del signore – quella tanta parte d’italico popolo a innata vocazione clerico-fascista, nonché xenofoba e razzista – ma almeno l’altro popolo che se lo sente addosso come un dittatoriale giogo il cesarismo di quest’uomo.
Il popolo di sinistra, insomma, verrebbe da dire in sintesi espressiva.
Ma dov’è finita la sinistra oggi? Di quale sinistra s’ha oggi da trattare? Quella anche d’operai e d’impiegati che si son buttati a votare Lega e Forza Italia anch’essi, sperando magari così di salvare un lavoro purchessia, in questa crisi in cui ognuno cerca di salvarsi andando in culo agli altri?
O la sinistra – anche variamente sfumata in centrosinistre d’uso – dell’infinita immarcescibile nomenklatura in perenne occupazione di poltrone e poltroncine, nuovamente pronta a richiedere oggi un altro voto come baluardo contro una degenerazione politica e sociale di cui loro sono stati e continuano ad essere comprimari interessati?
Ci sono sì, altre sinistre di gruppi e partitini, ma sono appunto partitini e gruppi. È l’idea di sinistra in generale – quella dell’antica trilogia libertà uguaglianza fraternità che ha fondato le democrazie moderne – ad essere ormai sparita. O quasi. Oggi soppiantata dai “valori” del consumismo più sfrenato a puntello del capitalismo di produzione fine a se stesso, oggi infine barattata con “l’esigenza di sicurezza” contro i diversi di pelle e di miseria, nel rincretinimento d’imbonimenti televisivi politici e commerciali.
Ed è in quest’assenza di sinistra che trionfa la destra. Quella di Berlusconi, con l’antico progetto piduista di Gelli ancora da finir di realizzare; quella della Lega, esultante anch’essa nel suo odio xenofobo e razzista; quella del vecchio fascismo di maniera, col suo autoritarismo d’ordine e di patria; quella del vecchio fascismo di sostanza, coi suoi manipoli squadristi tornati a dilagare incontrollati.
Ed è la destra, infine, di chi di destra non sa nulla ma si ritrova nel consenso incalzante generale, che si sa com’è: come l’onde che si spingono l’un l’altra e tutte insieme infine s’accavallano alla riva, a fare la marea che sommerge e sobbollendo vince.
Ed è davanti al trionfo di questa destra che tanta gente si ritrova sola con se stessa, con le sue ideee tradite e svendute, con le sue esigenze pratiche offese ed ignorate. Come in quei licenziati e licenziandi ormai a frotte che non sanno più nutrirsi di discorsi e di promesse, e qualcuno allora salta su un palco d’orazioni e spinge giù il sindacalista di turno, e tutti allora a gridare di nuovo al lupo e al brigatista.
Ma non è di lupi o di brigatisti che si tratta. È solo la punta d’un iceberg di disperazione che spunta infine nel mare dell’egoismo generale.
Mario Cardinali hhh |
Gli articoli satirico-vernacolaridi Mario Cardinali |
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Ir su' grido di dolore Veronica ‘un l’ha lanciato ‘nvano.
– Ir mi’ marito è malato! – seguitava a lamentassi, onni vorta che lo vedeva con quarche bellafia giovanina su’ ginocchi, o sennò quando lui portava le ‘ollanine di brillanti alla Noemi, o sennò lo ‘ntoppava a guardà quarche calendario della Carfagna mezzagnuda. – È malato, – seguitava a di’ tutta disperata – cià quarcosa nella testa!
E ce l’aveva, ‘un dubità! N’hanno fatto le lastre ar cervello, c’era un po’ di tutto!
La camicia nera, i discorzi der duce, quarche manganello, ‘r programma della Piddue, televisioni e giornali tutti sua, milliardi a palate, un parlamento tutto fatto delle su’ veline e de’ su’ maggiordomi, i tribunali chiusi col lucchetto… e su tutto una topa esagerata!
Che i dottori si sono spaventati, quando l’hanno vista! Due o tre chili boni, sarà stata! ‘Na popò di potta che n’andava da ‘na tempia all’artra, a Sirvio! E co’ peli e tutto, poi! Certi ciuffi, ni sortivano perfino dall’orecchi! Ni toccava faccisi addirittura ‘r riportino sulla parrucca, per sembrà più naturale!
Derresto bastava annusanni la testa, in certi giorni! Certe tanfate di baccalà… Tanto sono pulitine, queste ragazzine! A vedelle paiano chicchini, ma perdisotto a vorte cianno certe creme… E anche le veline, a forza di ballà… Come derresto anche tante bellefìe der parlamento, con tutto quer che sudano a lavorà… oddìo, a lavorà… a dassi da fa’, via!
Dice dé, ma quant’erano allora quelle tope nella testa?!
No, era una sola, ma come simbolo di tutte! Tutte quelle che Sirvio cià perappunto ner cervello, anzi ce l’aveva! Perché poi l’hanno operato, seddiovole!
Capirai, oramai ne parlava tutto ‘r mondo, di quella topa nella testa ar capo der governo dell’Italia! E tutti a portassi la bocca all’orecchi, tutti a di’ ma allora è vero che ‘n Italia ‘un c’è sortanto mafia e Vatiano! E tutti ‘ giornali stranieri a scrive’ di Berlusconi fissato d’avecci l’uccello sempre duro, speciarmente dopo la faccenda di quella Noemi che ‘un si sa se sii la su’ figliola o un’artra su’ amichetta! Artro che la grisi econòmia e ‘ licenziamenti ‘n massa! Berlusconi e le su’ ganze, erano ‘r probrema!
Anche perché la povera Veronica alla fine ha detto basta, chiedo ‘r divorzio e mi tengo i figlioli e quarche villa, ortre a un fottìo di milliardi che quelli però ‘un sono tutto nella vita, c’è anche la dignità di tutte le donne di mezzo, speciarmente quelle che di questi tempi perdano ‘l lavoro e ci voleva finarmente quarcuna che rappresentasse tutta la su’ disperazzione!
Sicché anche l’Onu ha detto basta, questa storia oramai è peggio perfino de’ crandestini affriani rimandati addietro dalla Lega! E pare ciabbi messo bocca anche Obama, a convince’ Sirvio a cambià registro! Che ar capo ameriano un po’ ni gira digià i coglioni pervìa di tutte quelle torture d’Abugràibbe che era meglio se a giro ‘un si risapeva, un po’ ni tocca seguità a vedé marzagrà l’affeganistani da’ bombardamenti ameriani paripari come sotto Busce, ni ci mancava anche la topa di Berlusconi, ora, a fallo doventà più nero!
Eppoi ‘un ti dìo artro, pare ciabbi messo lingua addirittura ‘r Papa! No sulla topa, diocisarvi! Lui l’ha presa alla larga, n’ha detto karo Pelluskoni tu tofere fare okkio a peli, kuelli fanno ti traferzo!
Di modo e maniera che alla fine Sirvio s’è convinto, e s’è fatto operà! Via la topa, e ar su’ posto ni cianno messo un culo!
Dice boia, un culo?! E ora?!
E ora bisognerà sta’ dimorto attenti! Come difatti quella topa ner cervello era ‘r simbolo di tutte le fie che Berlusconi s’era fissato di volelle trombà, vedrai ora quer culo rappresenta tutti i culi dell’italiani che Berlusconi s’è fissato di volecceli fa’!
I soliti culi der popolo acchinato, beninteso, mapperò c’è chi ‘un si fida nemmen di questo, fra chi a Sirvio ni deve sta’ vicino!
E per ‘un sapé né lègge’ e né scrive’, perintanto Bondi s’è messo subito a caminà rasente ar muro, Cicchitto e Gasparri si son messi le mutande di bandone, Bonaiuti ha smesso di fa’ sempre quella faccia soddisfatta, Bocchino ha chiuso la bocca e Capezzone camina tutto serio a gambestrinte! L’onorevole Ghedini ‘nvece no, lui fa l’avvoato e ha detto che se Sirvio niel’appoggia sur baugigi, lui lo querela di volata!
Ma più di tutti c’è la Lega, ne’ penzieri! Che se a Sirvio ‘r culo ni dovesse’ fa’ perdavvero l’effetto della topa, dimmi te come farebbe ‘r povero Maroni a fa’ poi la faccia feroce co’ marrocchini, e come farebbe a lamentassi quer disgrazziato di Bossi! Che lui un po’ è già parecchio anziano, un po’ ‘un ni riesce parlà nemmeno tanto bene, te lo ‘mmagini quanto ci penerebbe a dové’ dire òi?!
Mario Cardinali hhh |



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Lo zolfanello
di Paolo Piazzesi
La vicenda di Berlusconi e di Noemi satireggiata in due scene complete di scioglilingua, proverbi, consigli e finalino etnico, col titolo "Porco l'orco!"
Verosimile
di Veronica Tinucci
Anche Veronica si occupa questo mese di Berlusconi e Noemi, colpezzo "1984", mentre con "Struggling" tratta della crisi economica.
Cose di Pardo
di Pardo Fornaciari
Questa volta Pardo c'intrattiene con "Amori impossibili" in una carrellata di particolari relazioni sentimentali fra personaggi apparentemente inconciliabili.
Le Kappate
di Franco Kappa
Una smitragliata di battute satiriche sull'attualità politica e di costume.
Così per dire
Con "Avessero sbagliato dio" Gucci prova a immaginare che quei capipopolo che stanno perseguitando gl'immigrati siano perseguitati a loro volta come quei disgraziati.
Femminile
di Francesca Fontanelli
"Godersi la vita", ovvero come satireggiare sul teatrino della crisi economica inscenato dalla gente per mascherare il terrore di spendere.
L'Oroscopo di Mario
di Mario Cardinali
Parodia comico-satirica delle preveggenze zodiacali: ogni segno una risata smitizzante.
Daniele Caluri: www.danielecaluri.com
disegni di copertina su soggetti di Mario Cardinali, mentre viene rinviato al prossimo numero un nuovo episodio della serie "Don Zauker", il celebre prete trombatore e blasfemo disegnato da Caluri su testi di Emiliano Pagani, le cui avventure apparse negli anni sul Vernacoliere sono raccolte negli Albi "DON ZAUKER esorcista" e "DON ZAUKER Secondo avvento" della collana "I grandi autori del Vernacoliere". Di Caluri sono disponibili anche gli Albi "NEDO", "FAVA DI LESSO - La morte fa male alla salute", l'Albo "LUANA Gran finale", oltre alle ristampe degli Albi "LUANA LA BEBISITTER" e "LUANA LA BEBISITTER ATTO 2°", tutti della collana "I grandi autori del Vernacoliere". Per ricevere a casa gli Albi a mezzo posta (in tutta Italia) telefonate per informazioni allo 0586-880226, oppure scrivete a info@vernacoliere.com o
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Benito Sereno: una tavola con "Il Manganelliere", parodistica copertina d'un immaginario mensile di satira di destra, composta sullo stile delle copertine vere del Vernacoliere. Stavolta il titolo principale, dedicato al respingimento in Libia dei clandestini, è "No ai barconi, sì ai megaiòtte!"
Federico Sardelli: una tavola con "L'Ostentatore Romano", satirica parodia del quotidiano vaticano "L'osservatore Romano", mezza pagina della comicissima serie "L'Esperto" e mezza pagina di risate col menù estivo del Ristorante da Randello. Di Sardelli sono disponibili, oltre ad alcune delle sue storiche raccolte umoristiche ("I MIRACOLI DI PADREPIO" e "PROESIE"), anche il secondo esilarante volumetto "PROESIE II" e il nuovo Albo di fumetti umoristicia colori "PAPERI IN FIAMME", tuttidella serie "I grandi autori del Vernacoliere". Per riceverli a casa a mezzo posta (in tutta Italia) telefonate per informazioni allo 0586-880226, oppure scrivete a info@vernacoliere.com o
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Max Greggio: una paginata di vignette politico-satiriche, di cui una della serie "Arvaro 'l Laido.
Andrea Camerini : una tavola di "Cacciucco", miscellanea di vignette umoristico-satiriche dedicate stavolta al caso Berlusconi - Noemi, e due tavole con un nuovo episodio del "Troio", le cui vicende di giovane nullafacente ma appassionato di topa sono raccolte negli Albi "IL TROIO 2. Hotel La California", "IL TROIO 3. Essere cretini oggi" e " IL TROIO 4. Basta che respirino", tutti della serie "I grandi autori del Vernacoliere". Per riceverli a casa a mezzo posta (in tutta Italia) telefonate per informazioni allo 0586-880226, oppure scrivete a info@vernacoliere.com o
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Fabrizio Amore Bianco: "Indovina chi viene a cena", ovvero le ultime vicende berlusconiane in una tavola di vignette giornalistico-satiriche, e mezza tavola col nuovo personaggio umoristico "Ponciarello, il vigile a vela".
Alberto Pagliaro: una tavola della serie "Una storia partigiana" e due tavole con un nuovo episodio di Samanza, la regina della commedia sexy, in "Samanza e il partito dei pompini".
Francesco Natali: una tavola di "Vacche magre" con una carrellata di vignette satirico-politiche sugli ultimi avvenimenti italiani.
Fabio Nocchi: vignette satiriche e "Il meraviglioso mondo di Fabio", ovvero "un gran bel florilegio di supposte contro il logorio del terzo millennio" con una tavola di notizie umoristico-satiriche.
Dimpo (Mario D'Imporzano): una striscia e vignette satirico-politiche d'attualità.
Marco Citi : una tavola di "Mosche", satirica carrellata di vignette su fatti d'attualità.
Emiliano Pagani: impossibilitato da motivi familiari, Emiliano rinvia al prossimo mese un nuovo episodio della serie "La famiglia Quagliotti" col celebre nonno veterocomunista le cui più recenti avventure sono raccolte nel nuovo Albo a colori "LA FAMIGLIA QUAGLIOTTI 2" della collana "I grandi autori del Vernacoliere". Di Pagani è disponibile anche il primo Albo "LA FAMIGLIA QUAGLIOTTI". Per ricevere a casa gli Albi a mezzo posta (in tutta Italia) telefonate per informazioni allo 0586-880226, oppure scrivete a info@vernacoliere.com o
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Altre vignette satirico-politiche od umoristiche di Strele (Emanuele Quantestorie), Simon (Simone Frosini), Luca Ricciarelli, FiFo (Fabio Pecorari), Otello Savoy, Ale, Panif (Fabrizio Pani), Alberto Magnolfi, Paolo Morelli, Pilec (Francesco Celi), Malù (Mauro Raiola e Luca Filipponi), Egle Bartolini, Davide Puglia, Duccio Panzani, Fusi, Gavagnin, Skiatti.
Il Barzellettiere: una pagina di barzellette
a cura di Mario e Valter
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Il ritorno di Corinna & C.: una della centinaia di scenette umoristiche con le popolane Corinna, Amelia, Argene ed i loro familiari, scritte per più di vent'anni da Mario Cardinali su Livornocronaca il Vernacoliere. Stavolta tocca a "La zienda dello 'nquinamento" tratta dalla raccolta "Vernacoliere '75".
Le lettere dei lettori e le risposte di Mario
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