Sul Vernacoliere di
Maggio 2008

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L'editoriale italiano

di Mario Cardinali

Senza peli sulla lingua

Tempi neri

 


Occhio, neri, vi faranno ancor più neri. E mica soltanto la Lega, e con essa i fascisti (ante o post è uguale, sempre fascisti dentro sono) e quant’altri xenofobi han fatto mucchio nel cosiddetto Popolo della libertà a ridare vincente base popolare al populismo di Berlusconi.

C’è anche la sinistra – quella cosiddetta – a guardare ora i neri, e gl’immigrati in generale, anche di pelle assai più chiara, come il problema sociale principale. Per dargli addosso anch’essa, come già in tante città di cosiddetta sinistra s’è intanto principiato a fare con i lavavetri e con gli accattoni e con i senzadimora in generale, identificando ora in quel problema, lasciato fino ad oggi senza soluzioni, una della ragioni principali della batosta elettorale di Veltroni & C.

Ché dei neri e degli immigrati in generale – extracomunitari o no – ha paura tanta gente, o almeno ne diffida, additandoli in blocco come responsabili dei furti, delle rapine e degli stupri che quelli fra di loro fanno.

Il famoso problema della sicurezza, insomma, col quale la Lega è massicciamente aumentata in voti anche fra parecchia gente di sinistra, addirittura fra gli operai già di Rifondazione comunista, su nel nord del benessere diffuso. Tutta gente per la quale la sicurezza non è solo buttarli fuori perché certi o possibili delinquenti, questi immigrati miserabili e miserabilmente lasciati molto spesso in condizioni disumane, salvo l’usarli in massa come bestie da lavoro, assoldati ogni mattina dai caporali di fabbriche e fabbrichette e pagati ovviamente in nero. C’è di più, nell’invocata protezione da costoro. Quante volte s’è sentito dire, e si continua a sentire, «ci rubano il lavoro» e di conserva «ci rubano le case» quando la politica sociale di qualche ente locale voglia dare un tetto anche a quella gente?

Il tutto fomentato anche e spesso dalla diversità di fede religiosa – ché le religioni son sempre state motivo di dissidio e spesso d’odio e talvolta di guerre variamente motivate – e dalla pretesa di tanti islamici di potersi comportare da noi, con la loro concezione della donna-oggetto soprattutto, come di normale uso a casa loro.

E allora dagli a tutti i neri, dagli a tutti i musulmani, dagli a tutti gli slavi ed ai romeni. Da parte specialmente della Lega ma ora anche da sinistra. A rincorrerla, la Lega, interpretando in questo nuovo modo tanta domanda della base, un tempo rivolta a ben altri scopi.
Così da non sapere più, oggi, cosa voglia dire esser di sinistra. O meglio ancora, cosa voglia dire non essere di destra. Ché per noi di generazione antica la destra era quantomeno l’odio razziale, erano le stragi di Stato, erano le valanghe di sfratti a ricercato vantaggio della speculazione di libero mercato anche immobiliare, era il voler dare il lavoro ed i lavoratori in affitto come semplici mezzi d’uso, il voler licenziare all’americana, cioè come e quando meglio torna al padrone. E di destra era il voler negare assistenza sociale – medica e pensionistica soprattutto – come diritto generale e come bisogno particolare dei più bisognosi. Di destra era l’integralismo religioso contro l’aborto, contro la contraccezione e contro i diritti laici in generale. E di destra era il voler ridurre il pensionato non qualificato a pubblico accattone, il concepire le spese militari come incomprimibili ed anzi continuamente aumentabili, il considerare il profitto ad ogni costo come solo e indiscutibile metodo d’affermazione e di legittimazione sociale…

Questo ed altro era di destra, un tempo. Quando in opposizione s’era di sinistra. Con le cose concrete e con gl’ideali.

Oggi non più, oggi la cosa concreta di sinistra appare, fra tanto sgomento d’inimmaginabile tracollo elettorale, il dover rincorrere la Lega nei motivi del suo successo nella base. Il capirlo, almeno, quel successo, anche da sinistra. La sinistra dei partiti, beninteso, dei loro vertici e dei loro rappresentanti istituzionali, dei loro membri della generale casta.

Li abbiamo sentiti, tanti di costoro, all’indomani della cancellazione dei loro posti in parlamento. Smarriti come non sapessero più cosa fare, come agire, cosa aspettarsi dal futuro. Per i loro destini personali, non per le sorti di chi costoro dovrebbero proteggere e rappresentare. Ha detto per esempio Giordano, segretario di Rifondazione, nel redde rationem al comitato politico postelettorale: «Sia  chiaro che non ci sono al nostro interno né vinti né vincitori, abbiamo perso tutti». Tutti loro, voleva evidentemente dire. I quadri del partito, i capi ed i capetti delle varie correnti che anche in tutta l’altra sinistra più o meno sedicente comunista e alternativa ora litigano e s’azzuffano per voler essere ognuno il vindice rappresentante di chi s’è da loro sentito così rappresentato da votare per la Lega. Per Bossi e per Borghezio e per Calderoli, che solo a pensarci ti vien la pelle d’oca.

E non solo per la sicurezza, quei tanti di sinistra hanno votato per la Lega. Anche per gli stipendi, per le tasse falcidianti. Col rimedio del federalismo fiscale, ognuno per sé e tutti in culo agli altri. E per la Lega hanno votato anche per tant’altre cose che oggi han sostituito gl’ideali. Per come arrivare alla fin del mese, per esempio, magari sperando in un bel gratta e vinci e in attesa consolarsi col calcio e coi grandi fratelli e coi pacchi e coi reality d’una televisione che intanto ha ben lavorato gli “abbonati”, rendendoli non solo polli addestrati a beccare tutti i prodotti magnificati dalla pubblicità ma anche individui lobotomizzati nei cervelli, pronti a credere tutto e soltanto ciò a cui la televisione dice doversi dare retta.

Quella televisione alla quale le continue comparsate anche dei vari esponenti di sinistra - basti pensare al Bertinotti ospite praticamente fisso di Bruno Vespa - hanno dato sempre più dignità di fede proletaria. Come si diceva un tempo. Oggi il proletariato pare più che altro diventato la classe dei consumatori, che se non arrivano a poter consumare quanto l’esigenza del Pil impone di produrre, non hanno più nemmeno i sindacalisti a rappresentarli insoddisfatti sui posti di lavoro. Trincerati anch’essi nei loro grattacieli del potere.


Mario Cardinali hhh

 

 

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Gli articoli satirico-vernacolari

di Mario Cardinali

 

 

 

Dopo 'r trionfo, 'r Cavaliere
apre magnanimo ar Piddì

BERLUSCONI
TENDE LA FAVA
A VERTRONI
Ma lui dubita che Sirvio
voglia proprio dialogà!




1994, Sirvio vince l’elezzioni e doventa capo der governo per la prima vorta! 2001, Sirvio rivince e ridoventa capo der governo per la seonda vorta! 2008, Sirvio spopola e ritorna a capo der governo per la terza vorta!

Tanto si sa, Berlusconi ritorna sempre a galla! E’ come ‘r sughero! O come la merda, dìano le linguacce. Ma lui oggi perdona tutti, gongola felice per ir su’ trionfo e apre magnanimo anche ar Piddì.

Che difatti, quando Vertroni appena presa la cenciata n’ha telefanato per congratulassi della vittoria e n’ha annunciato che da parte sua farà un governo ombra, Sirvio l’ha ‘ncoraggiato di volata:

- Bravo Varte! Bell’idea, un governo ombra! Però cerca di piglià anche un po’ di sole, sei tutto bianco!... E di preciso cosa farai, cor governo ombra?

- Dé, ti starò passopasso ar culo, a fatti capì come avrei fatto io a discorzi quello che farai te ne’ fatti! Pre-sempio, ir tu’ ministro dell’Interno butta fori tutti i negri? E io ti dìo che bastava tingelli di bianco! Ir tu’ ministro della Giustizzia mette ‘r bavaglio a’ giudici che ‘un ti portano rispetto? E io ti dìo che i giudici vanno lasciati fa’, tanto poi c’è la prescrizzione! Ir tu’ ministro dell’Informazzione mette anche la Rai direttamente ar tu’ servizzio? E io ti dìo che è ‘nutile, tanto ar tu’ servizzio la Rai c’è sempre stata uguale! Ir tu’ ministro della Famiglia vole fa’ fa’ figlioli a tutti ‘ ‘osti, come dice ‘r Vatiano? E io ti dìo che ‘r Vatiano ne dice tante, e bisogna danni retta sempre!

- Bravo Varte, dici bene! Eppoi?

- Eppoi - ha seguitato Vertroni tutto ‘ngalluzzito – bisognerà vedessi per le riforme ‘stituzzionali! Oramai siamo ‘na demograzzia moderna, finiamola di sta’ a puticchio come usava prima! Ora maggioranza e opposizzione devano esse’ tutto un buo, io ti do ‘na mano a te e te mi dai ‘na mano a me!

- Come no?! Te la do sì! Te viemmi a trovà, vedrai si ragiona!

E Varte c’è andato, nella villa di Sirvio. Che perintanto n’ha aperto l’uscio, e la prima apertura è stata quella! Eppoi n’ha aperto anche l’occhi!

Che appena difatti Vertroni n’ha detto bongiorno Sirvio e n’ha porto la mano, lui zà, s’è aperto ‘ pantaloni e n’ha porto la fava!

- O questa?! – ha stronfiato Varte, coll’occhi perdifori. – Io ‘un te la stringo mia!

- E fai bene, perché io ci soffro! – l’ha rassiurato Sirvio. – Te devi fa’ sortanto l’opposizzione della regina!

- Della regina?! Sarebbe a di’?!

- Sarebbe a di’ che è un modo di di’! La regina ‘sa fa, per ir su’ re? Si preoccupa anche lei delle cose da fa’ nell’interesse der paese! 

- E la fava ‘sa ci ‘ombina?!

- La fava?! Quale fava?!

- Dé, quella che ciai ‘n mano te!

- Io ciò ‘na fava ‘n mano?! Smentisco ner modo più assoluto! Mai preso fave ‘n mano, io!

- E quella cos’è?! 

-Ah, dici questa? Ma questa ’un è ‘na fava, è un pipi!

 - Però dé, ‘un istà mia bene!

- Quello è vero, mi ciondola un po’! Ma con tutte le bellepotte che ciò ner partito e alla televisione, vedrai come melo fanno ripiglià!

- Sì, vabbene, ma io?!

- E te stai tranquillo, quarcosa ti farò fa’ anc’a te!

E lì la ‘onversazzione è finita perché frattanto arrivava Bossi e Fini, e Vertroni ‘un se l’è sentita di rischià di fassi porge’ quarcosa anche da loro! Sicché ha detto «bòna, ci si rivede», mapperò n’è rimasto l’osso ‘n gola!

- E m’è andata bene! – ha stronfiato poi fra sé e sé, ner mentre se n’andava. – Perché sbaglierò, ma a me mi sa tanto che a gola Sirvio mi ci voleva fa’ restà anche quarcos’artro!


Mario Cardinali hhh


* * *

 

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...E i titoli degli altri ferocissimi pezzi satirico-vernacolari
di Mario Cardinali sul Vernacoliere di Maggio 2008

Per leggere anche i pezzi compratevi il Vernacoliere in edicola o abbonatevi, sennò noi cosa ci si sta a fa'?! 'Un ci si mette mia la pubbricità, noi, sur nostro sito, per riempissi le tasche! E nemmeno sur Vernaoliere di foglio ci si mette la pubbricità! Ir nostro menzile gòsta du' euri e venti per trentadue pagine, ma son tutte pagine da legge' perdavvero e da guardacci un mare di vignette, di storie disegnate e anche di fotografie! E c'è anche un ricco assortimento di tope, culi e uccelli vari!

 

SINISTRA SPARITA
Ma la lotta continua !

BERTINOTTI
VA ALLA MACCHIA

E Berlusconi niela vole scancellà !


***


L'Italia a destra

LA MAFIA
IN FESTA

Dopo Mangano sarà proclamata
COSANOSTRA DEGLI EROI

***

Ir successo della Lega
n'è rimasto a gola
OPERATO
BOSSI

N'hanno levato
un fucile dar culo
Ci se l'era messo
o ni ce l'avevano ficcato ?


***



Le altre rubriche serie, satiriche e/o comiche in lingua italiana


Cose turche
di Maria Turchetto
L'attualità più varia rivisitata satiricamente. Col titolo "La giacchetta del Papa", questo mese Maria satireggia sulla conversione al cattolicesimo di Magdi Allam, battezzato dal Papa in persona.

Lo Zolfanello
cronache e commenti satirici di Paolo Piazzesi.
Intitolato "La voce della Lega"  il pezzo di questo mese ironizza feroce sull'affermazione della Lega padana anche in Toscana.

Le Kappate
di Franco Kappa
Una smitragliata di battute satiriche sull'attualità politica e di costume.

Verosimile
di Veronica Tinucci
Una donna giovane e disincantata commenta satiricamente fatti e comportamenti di vita quotidiana. Questa volta, col titolo "La rabbia", Veronica s'incazza con quanti fra i medici, pur dichiarandosi obiettori di coscienza negli ospedali, praticano poi gli aborti clandestini nelle cliniche private. Con l'ingerenza della Chiesa.

Cose di Pardo
di Pardo Fornaciari
Commenti d'attualità. Reduce da due mesi di Francia, Pardo traccia alcune delle tante differenze di civiltà fra quel paese e il nostro, dominato dall'idiozia televisiva e dall'intolleranza cattolica.

Il dito nel culo
"rubrica di cose fastidiose" a cura di Pef, con brevi taglienti commenti su fatti d'attualità più o meno rilevanti  ma comunque significativi.

L'Oroscopo di Mario

di Mario Cardinali
Parodia comico-satirica delle preveggenze zodiacali: ogni segno una risata smitizzante.

Tele Bubbocine
di Max Greggio
Rubrica umoristica di recensioni cinematografiche con schede critiche a cura di Calisto Lami-Fava.

Femminile
nuova rubrica firmata da Francesca Fontanelli, che propone temi d'attualità nella quotidiana vita di donna. La prima puntata, intitolata "Nonostante gli acari", è dedicata alle visite domiciliari dei rappresentanti di elettrodomestici.


La satira e l'umorismo disegnati.
Vignette, strisce
e tavole a fumetti

Federico Sardelli: una tavola con "La Nasione", quotidiano indipendente del PDL, una tavola di Trippa, esilarante collage di satira e umorismo (in particolare con le celebri rubriche "L'Angolo della Proesia", "Le più belle caroline del Mondo" e "Il Bibliotecario") e una dissacrante vignetta su Carla Bruni che "fa caà".

Daniele Caluri: www.danielecaluri.com
disegni di  copertina su soggetti di Mario Cardinali e due tavole con un nuovo episodio di "Don Zauker",il celebre prete trombatore e blasfemo disegnato da Caluri su testi di Emiliano Pagani, le cui avventure sono raccolte nell'Albo "DON ZAUKER esorcista". Di Calurisono disponibili anche gli Albi "NEDO", "FAVA DI LESSO - La morte fa male alla salute" e il nuovo Albo "LUANA Gran finale", tutti della collana "I grandi autori del Vernacoliere". Per ricevere a casa gli Albi a mezzo posta (in tutta Italia) telefonate per informazioni allo 0586-880226, oppure scrivete a info@vernacoliere.com oppure visitate la voce Raccolte in questo sito.

Andrea Camerini: una striscia satirico-politica dedicata al "Post Elezioni" e due tavole con un nuovo episodio del "Troio", il celebre giovane disoccupato e ricercatore accanito di topa le cui ultime avventure sono raccolte nell'Albo "IL TROIO 4, Basta che respirino". Di Camerini sono disponibili anche gli Albi "IL TROIO 2" (ristampa)e "IL TROIO 3", anch'essi della serie "I Grandi Autori del Vernacoliere". Tutti gli Albi possono essere ordinati a info@vernacoliere.com oppure telefonando allo 0586-880226.

Marco Citi: tavola "Mosche" con una carrellata di vignette satirico-politiche di strettissima attualità.

Emiliano Pagani: ritorna "la Famiglia Quagliotti" con una tavola di nuove dissacranti discussioni fra il veterocomunista nonno Ulisse e gli altri membri della proletarissima congrega, questa volta impegnata sugli aborti.

Fabrizio Amore Bianco: una tavola di satira politica che col titolo "The Day after" tratta dei risultati elettorali.

Max Greggio: una vignetta satirico-politica della serie "Arvaro 'l Laido".

Alberto Pagliaro: una tavola storico-satirica che col titolo "Finocchio comunista" presenta un nuovo episodio della serie "Una storia partigiana".

Francesco Natali: vignette satirico-politiche e la tavola "Red watching"dedicata alla scomparsa elettorale dei comunisti.

Dimpo (Mario D'Imporzano): vignette satirico-politiche.

Altre vignette satirico-politiche od umoristiche di Martuscelli, Simon, Fabio Nocchi, Emanuele Martorelli (Strele), Pablito Morelli, Alberto Magnolfi, Lupa, Fabio Pecorari (Fifo), Tonus, Panif, Intermite, Puglia.

Le rubriche vernacolari

Il Barzellettiere: una pagina di barzellette a cura di Mario e Valter Cardinali.

Le scenette di Corinna & C. Comicissimo dialogo vernacolare fra popolane livornesi della serie "Il ritorno di Corinna & C.", stavolta intitolato "La grisi araba" (di Mario Cardinali).

Le rubriche con i lettori

Le lettere dei lettori e le risposte di Mario Cardinali.

Le fotodercazz: Rubrica di foto curiose, strane e incredibili inviate dai lettori.

I Messaggi, i Saluti e i Cordiali Vaffanculo ad uso dei lettori.

Il Vernacoliere nel mondo:
le foto dei lettori a giro per il mondo col Vernacoliere in mano (vietato metterselo da altre parti).

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