Sul Vernacoliere di
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Senza peli sulla linguaLa nausea e gli eroi
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La nausea. Non quella di Sartre. La nostra, a dover rivedere ancora quelle solite facce, a risentirne ancora le solite parole, a risubirne la soffocante invadenza su giornali e su televisioni.
Il paese va a fondo e loro eccoli lì, inossidabili nelle ghigne di bronzo e nella vacuità delle azioni; delle parole, anzi. Del loro eterno bla bla, dell’io di qui e io di là, del mio partito di sopra e del tuo partito di sotto, dei bisticci fra di loro e delle loro alleanze, dei loro ammicchi e delle loro intese, della loro presunzione che il mondo sia tutto lì, nei loro interessi di casta e di bottega, di poltrona e di partito, di loggia e di cosca e di santificati templi.
Inette e complici nel portare a fondo il paese, la cosiddetta maggioranza e la cosiddetta opposizione si sono prima defilate nel lasciar fare ad altri il lavoro sporco – la macelleria sociale – e ritornano ora a cavalcare l’onda degli scontenti. Che sono tanti, tantissimi, categorie e corporazioni e lobbies ma anche infiniti altri normali cittadini – dai pensionati macellati per primi ai nuovi licenziati, dai vecchi disoccupati alle schiere di giovani senza alcuna prospettiva di lavoro, e via e via e via...
Tutta massa elettorale, per i signori della nausea. La nostra nausea. Che dovremmo nuovamente vincere, tappandoci ancora una volta il naso, col tornare poi a rivotarli, quei signori.
Che lì ci stanno perché ce li mettiamo noi. Anzi non ce li mettiamo nemmen più. Con la legge elettorale “porcata” ci hanno levato anche l’illusione di sceglierli noi, i nostri “rappresentanti”. Son loro a imporsi per rappresentarci e si scelgono fra loro, loro sono il principio e la fine del tutto. Il loro tutto. A non far finire il quale ci ammoniscono severi a non abbandonarci al “qualunquismo”, come loro chiamano lo sgomento di chi non si fida più nemmen del voto.
E l’anatema estremo su chi non vuol più stare al gioco: l’antipolitica, l’accusa di voler buttare all’aria la democrazia.
E te lì con la tua nausea, a non saper nemmeno cosa fare veramente, a tal punto ormai ti dicon tutti – maggioranza ed opposizione – che comandano i mercati, e tutti ormai ragionano di spread e d’indici bancari, d’interessi lordi e di guadagni netti, di rating e di declassamenti, di default e di manodopera cinese. L’essenza della società essendo ormai finita tutta lì.
E ti par d’esser rimasto solo, a sperare ancora in un modello di sviluppo economico e sociale assai diverso dal capitalismo più selvaggio, da un superconsumo a solo motivo di superproduzione, da un mondo di ricchi sempre più arricchiti sulla miseria dei sempre più depauperati.
E soli ci lasceranno anche quando tornerà – sta già tornando – il “bisogno” dell’uomo forte che ci salvi tutti. Com’è già risuccesso nel passato, e fu il fascismo.
Un uomo forte, con gli ”eroi” dintorno. Il mito degli eroi ritornato anch’esso. Il bisogno d’aver qualcuno che contro gl’inetti faccia sentir forte la sua voce. Come il comandante di capitaneria s’è fatto sentire dal comandante della nave abbandonata. “Torni a bordo, cazzo!”. E l’han per questo decretato eroe, come tale incensato da popolo e paese, e s’era trattato soltanto d’un doverosissimo comando. Normalissimo, tant’era doveroso.
Te l’immagini se ci verrà ad urlare i suoi comandi, straordinari questa volta, un nuovo aspirante duce? Non da barzelletta, come ci aveva già provato Berlusconi (o non sta ritornando anche lui?). Un duce che aspiri a divenire tale sull’onda dei tumulti di piazza – il disastro sociale non avendo infine altri sbocchi per i disperati – da sedare con la forza militare.
La forza civile non avendola avuta quelli del solito bla bla.
Mario Cardinali hhh |


I titoli dei ferocissimi articoli satirico-vernacolaridi Mario Cardinali
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Per leggere anche i pezzi compratevi il Vernacoliere in edìola o abbonatevi, sennò noi cosa ci si sta a fa'?! 'Un ci si mette mìa la pubbricità, noi, sur nostro sito, per riempissi le tasche! E nemmeno sur Vernaoliere di foglio ci si mette la pubbricità! Ir nostro menzile gòsta du' euri e cinquanta per trentadu' pagine, ma son tutte pagine da legge' perdavvero e da guardacci un mare di vignette, di storie disegnate e anche di fotografie! E c'è anche un ricco assortimento di tope, culi e uccelli vari!


Cose turche
di Maria Turchetto
Questa volta, col pezzo a “A un anziano banchiere”, Maria firma un dissacrante commento al libretto di Azelio Ciampi “A un giovane italiano”.
Mondodimerda
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“A gamballaria”, ovvero un'opinione diversa sull'Italia che protesta.
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Una smitragliata di battute satiriche sull'attualità politica
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La malattia mentale
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Specializzato in temi anticlericali, stavolta con “Insciallàh” Pardo si occupa della pedofilia fra gli imam, ovvero i preti musulmani, scoperti in Inghilterra.
Novità librarie
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Una divertente parodia di recensione letteraria dedicata al saggio “Come montare sulle pecore senza farle belare” del noto sessuologo Piero Frapeli.
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Riecco il festival della Canzone, e con “ Le profezie di Sanremo” Paolo traccia una carrellata satirica su venticinque anni di canzoni abbinate ai contemporanei avvenimenti più o meno storici.
Titoli di broda
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Un po' di attualità socio-politica in una carrellata di battute satiriche.
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di vari membri dell'etnia Bossi
Continua - ora in uno spazio tutto suo - la serie di poesie satiriche in dialetto paralombardo, o giù di lì, dedicate a personaggi e vicende della Lega e già divenute celebri sul Vernacoliere nella pagina “Il Manganelliere” prima e nella pagina “Il Puttanelliere” dopo. Stavolta tocca a “Lo Sturbo”, a firma di Bobo Bossi.
L'Oroscopo di Mario
di Mario Cardinali
Parodia comico-satirica delle preveggenze zodiacali: ogni segno una risata
smitizzante.
Quit the doner
di Daniele Rielli
Rubrica di battute satiriche sull'attualità italiana.
Guidamato: una nuova serie di disegni di copertina su testi di Mario Cardinali, ad opera di Guido Amato, una delle storiche grandi firme del Vernacoliere, che negli anni '80 formò anche un'eccezionale coppia con Max Greggio.
Andrea Camerini: tavola satirico-politica “Cacciucco”, stavolta dedicata alla vicenda del Costa Concordia, e due tavole con “Il dialogo”, nuova avventura del celebre personaggio il Troio, le cui più recenti storie di giovane nullafacente ma appassionato di topa sono raccolte nell'Albo “IL TROIO 5. L'idea fissa” che presenta anche materiale inedito.
Sempre del Troio sono disponibili anche i tre precedenti Albi "IL TROIO 2. Hotel La California", "IL TROIO 3. Essere cretini oggi" e " IL TROIO 4. Basta che respirino", il tutto della serie "I Grandi Autori del Vernacoliere".
Per ricevere gli Albi con Corriere Espresso (in tutta Italia) telefonate per informazioni allo 0586-880226, oppure scrivete a info@vernacoliere.com o visitate la voce Raccolte in questo sito. Potete acquistare gli Albi anche direttamente on-line,
attraverso l'e-dicola
del Vernacoliere.
Federico Sardelli: due esilaranti tavole, una con “Tutti i cani (gonfi) di Itle” e una con “Di alcuni treni”, classici esempi del caratteristico umorismo sardelliano.
Di Sardelli ricordiamo ai suoi tanti estimatori “IL LIBRO CUORE (forse)”,
nuova edizione rivista e ampliata del primo celebre “Libro Cuore”
del 1998, capolavoro umoristico-satirico della serie “I grandi autori del Vernacoliere”. E' anche disponibile l'esilarante raccolta dei pezzi umoristici di Sardelli apparsi negli anni sul Vernacoliere, riuniti nel volume grottescamente intitolato"SAGGI DI METAFISICA NEORAZIONALISTA"
(252 pagine, euro 14), che affianca nella collana "I Grandi Autori
del Vernacoliere" altre storiche raccolte umoristiche sardelliane,
delle quali sono ancora disponibili "I MIRACOLI DI PADREPIO",
"PROESIE, "PROESIE II" e
l'Albo a fumetti "PAPERI IN FIAMME".
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Tinto Grass: “Monte dei pegni”, tavola di vignette satiriche dedicate alle misure socio-economiche del governo Monti.
Gonzo Marx: “Il Gabelliere”, seconda copertina di un nuovo mensile di satira finanziaria, opera di un famoso economista sotto pseudonimo. Il titolo principale riguarda stavolta la situazione italiana, col Concordia-Paese che affonda e Monti che esclama “Italiani, tornate a bordo, cazzo!”
Max Greggio: oltre ad alcune vignette satirico-politiche, fra la quali una della celebre serie di Arvaro 'l laido, questo mese Greggio firma anche due tavole con le nuove avventure de “L'Omo Topa”, ultimo fra i suoi tanti famosi personaggi a fumetti vernacolari creati dagli anni '70 in poi.
Francesco Natali: una tavola
di "Vacche magre", carrellata di vignette
satiriche sull'attualità politica e di costume.
Fabio Nocchi: vignette satiriche, di cui una della serie “Che bellissimo essere Papi”.
Zurum (Antonio Ursini): per la serie “Non chiamatela Cappuccetto Rosso”, una nuova tavola di strip con le avventure di Verna, modernissima ragazzina “terribile” in un mondo ancor più terribile.
Egle Bartolini: “Ma a Carnevale come ti vesti?”, tavola di consigli umoristici per un fashion look d'ultratendenza.
PV (Pietro Vanessi): una vignetta umoristica e una nuova tavola di “Vita da Picio”, serie di strip umoristiche con un originale personaggio: un pene (o uccello o pipi o fava che dir si voglia) alle prese con le vicende sessuali degli umani.
Dimpo (Mario D'Imporzano): vignette
satiriche e una striscia satirico-umoristica delle serie "Gualtiero
il puttaniero".
Tommy Eppesteingher e Claudio Marmugi: una tavola con “Sotto attacco”, nuovo episodio della serie comico-satirica di Topo Baugigi, stavolta alle prese con Telebù.
Andy Ventura e Stefano Antonucci: una tavola col secondo episodio delle avventure di Doug l'astrocamionista, nuovo personaggio che dissacra sulle vie galattiche tante vicende terrene.
Altre vignette e strisce satirico-politiche od umoristiche di Ettore Ferrini, Simon (Simone Frosini), Luca Ricciarelli, Malù (Mauro Raiola e Luca Filipponi), Strele (Emanuele Martorelli), Darix (Dario Di Simone), Cek (Luca Ceccherini), OQ (Enrico Occupati), Roberta Piredda, Paride Puglia, Panif (Fabrizio Pani), Giancarlo Landi, Alessandra Lazzaro, Duccio Panzani, Umberto Romaniello, Massimo Ottavi (8 Max), Giuliano Lemmi, Francesco Celi (Pilec).
Il Barzellettiere:
una pagina di barzellette a cura di Mario e Valter
Cardinali.
Il ritorno di Corinna & C.:
tradizionale riproposizione delle migliori scenette umoristico-vernacolari scritte a centinaia da Mario Cardinali a partire dagli anni '60 fino ai primi anni '80, con protagoniste le popolane Corinna, Amelia, Argene e la loro parentela, fra cui il piccolo e tremendo Buzzino, stavolta alle prese con “La strage dell'infruenza”.
Le lettere dei lettori
e le risposte di Mario Cardinali.
I Messaggi, i Saluti e
i Cordiali Vaffanculo ad uso dei lettori.
Il Vernacoliere nel mondo:
le foto dei lettori a giro per il mondo col Vernacoliere in mano.
Le fotodercazz: rubrica di foto curiose,
strane e incredibili inviate dai lettori.

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