Marco Citi

Marco Citi

Marco Citi è venuto al mondo con un grave handicap che lo ha profondamente segnato e lo segnerà per tutta la vita: è un pisano.

Nasce infatti a Pontedera (PI) nel lontano maggio 1972 d. C. (dopo Cardinali) e da allora ha sempre abitato a Ponsacco (PI). Fino a 18 anni, visto il cervello di ridotte dimensioni (assimilabile a quello di un Australopiteco o di un Commodore Vic-20) non ha combinato un granché. Nel 1990, grazie ad una espansione di memoria di 8 KB, inizia a pubblicare come vignettista e caricaturista nelle redazioni locali del quotidiano il Tirreno.

Nel 1993 gli impiantano un microchip nel cervelletto e riesce a collaborare col Vernacoliere mentendo sulle sue vergognose origini e spacciandosi per un disoccupato di Canicattì. Vignettista di satira politica d’inverno e di satira di costume d’estate, nel 1998, dopo una intossicazione da porchetta alle 4 di mattina in una baracchina abusiva davanti al “Pigiapigia discopabbe”, crea il fumetto “Il Porchettaro notturno”: un mix fra satira grottesca del bestiario giovanile e satira tradizionale.

Ha inoltre collaborato in TV come gagman e autore comico con affermati cabarettisti toscani in vari programmi: “Aria fresca” (1996, Videomusic e TMC), “Su le mani” (1996, Raiuno), “Cocco di mamma” (1998, Raiuno). Laureato in Architettura, ha anche fatto l’obiettore di coscienza.

Oltre al Vernacoliere, ha collaborato come vignettista satirico col mensile toscano “Etruria-online”, con alcune testate locali e con comici e cabarettisti in qualità di autore umoristico. Fra poco impianterà nel suo unico neurone un Pentium III di nuova generazione.


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