Gabriele Di Caro

Gabriele Di Caro

Nasce a Livorno il 4 Marzo 1985. Inizia fin da piccolo a scarabocchiare per tutta la casa e a rubare gli spiccioli dal borsello della nonna per comprarsi fumetti, crescendo a Topolino e Manara, e per questo viene su un po’ confuso.
Continua così per tutto il periodo delle elementari, durante le lezioni che non segue perché troppo preso a disegnare le sue donnine con gambe chilometriche, dischi neri al posto degli orecchi e culi perfetti. Così gli affiancano una maestra di sostegno.
Dopo le medie di cui non ha memoria frequenta una scuola professionale di Grafica Pubblicitaria dove continua a far disegnini senza preoccuparsi di quello che succede intorno.
Dopo di che si rende conto che vuole ancora solo continuare a disegnare e s’iscrive all’Accademia di Belle Arti a Firenze dove si trasferisce per tre anni. Grazie al basso reddito e alla borsa di studio ottenuta non paga nulla per frequentarla.
Parallelamente, frequenta anche la scuola Internazionale di Arti Figurative dove al contrario paga uno sbotto e ciò lo costringe a fare qualche lavoretto extra per pagarsela: ponypizza, portafiori, traslocatore ecc…
Nel 2010 inizia a collaborare con riviste autoprodotte e non. Nel 2011 pubblica un’illustrazione per i “130 anni di Pinocchio” e nel 2012 collabora per un anno circa con il giornale “Il Tirreno” pubblicando vignette per la pagina di satira “La Tracina” e continua ancora con lavoretti extra come cameriere e barista.
Nel Marzo 2013 inizia a collaborare con “il Vernacoliere” come vignettista, suo sogno fin da piccolo, e crea l’agenzia “Modì Graphic”.


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